Gaia Ginevra Giorgi, la nostra Intervista


Abbiamo intervistato Gaia Ginevra Giorgi riguardo il suo nuovo progetto di crowdfunding  per l’opera Manovre segrete (prefazione di Claudio Pozzani).

 

Quant’è difficile essere poeti al giorno d’oggi?

Penso che essere poeta sia una disposizione dell’animo che trascende il contesto storico, per quanto questo sia influente. Il poeta per essere tale deve portare con sé incanto e disperazione, dove l’incanto è la meraviglia del bambino e la disperazione è la passione di chi si ostina. Per questo non è mai stato facile assecondare questa vocazione e il poeta ha storicamente sempre sofferto. La grande difficoltà di fare poesia oggi, in Italia, sta, prima di tutto, nell’assenza di una critica poetica forte. L’assenza della critica determina anche l’assenza di una scena vera e propria, di un dibattito acceso dentro il quale muoversi, crescere, e così di un mercato. I poeti italiani contemporanei, dalla neoavanguardia in poi (dal gruppo ’63), sono stati quasi dei cani sciolti. Negli ultimi anni sento che qualcosa si sta muovendo, le nuove generazioni stanno tornando ad interessarsi alla poesia, sperimentandosi non solo da autori ma anche, e cosa ben più importante, da lettori. Ci vuole tempo e presa di coscienza, ma c’è un disperato bisogno di poesia e stiamo cominciando a comprenderlo.

 

Il mondo letterario è sempre più vittima, come quello musicale e cinematografico, della libera
circolazione. Cosa ti spinge a scrivere oltre la passione?

Non per forza è vittima. Internet è pericoloso proprio perché viene meno la selezione e in questo modo si rischia un appiattimento del gusto dei lettori, i quali, essendo abituati a tutto, non si meravigliano e non si disgustano più per niente. Certo è che, potenzialmente, oggi è molto più semplice farsi leggere e condividere i propri lavori con un pubblico. Sta tutto, poi, nella qualità dei testi e nell’intelligenza con la quale si usa il mezzo Internet.

 

Un consiglio per chi non si sente ancora pronto a scrivere?

Tutti dovrebbero scrivere, è terapeutico e funziona. A chi sente che potrebbe avere l’esigenza di scrivere non solo per se stesso, ma anche con una direzione più universale, consiglio di leggere tanto. Di essere prima un lettore che uno scrittore. ma prima ancora di essere un lettore, gli consiglio di non aver paura di sperimentare la vita in prima persona; è l’unica via per scrivere delle poesie sincere.

 

Ringraziamo ancora Gaia Ginevra Giorgi per la disponibilità ed il tempo concesso.

 

Per maggiori Informazioni:

Produzioni Dal Basso –  Idee, storie e progetti da finanziare in crowdfunding.

 

 


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