MetalItalia Festival: il volto milanese del Metal estremo


Signori e signore, amanti del metallo e delle emozioni forti, preparatevi, il MetalItalia Festival è tornato!

Dal 2012 al Live Music Club di Trezzo sull’Adda si svolge uno degli eventi più importanti per gli appassionati di musica hard rock e metal, una due-giorni durante la quale si esplorano sottogeneri ed artisti di ogni tipo, da quelli più mainstream -per così dire- a quelli più underground. Il Festival nasce nel 2012 e in questi 7 anni ha accolto artisti da tutto il mondo come Uriah Heep, Hammerfall, At The Gates, Testament, Sodom e tantissimi altri. Se questi nomi non vi suonano familiari non preoccupatevi, a fine articolo troverete una playlist per rinfrescarvi la memoria.

Anche quest’anno gli organizzatori non si sono smentiti e hanno messo insieme una lineup grandiosa. Noi, in particolare, vi racconteremo la prima delle due giornate, quella dedicata alla scena metal più estrema.

I live iniziano alle ore 14 con i Genus Ordinis Dei e The Modern Age Slavery, due band italiane rispettivamente originarie di Crema e Reggio Emilia. Il loro sound è duro e cattivo quanto basta, riuscendo a scaldare gli animi dei primi visitatori che arrivano al festival.

Al termine delle due esibizioni è il turno degli Stormlord, band romana nella quale milita anche David Folchitto, già batterista dei Fleshgod Apocalypse. Il pubblico inizia a crescere e si comincia a respirare l’atmosfera giusta. Le tematiche della band sono legate alla mitologia greca, facendo compiere a chi li guarda un burrascoso viaggio nel tempo e nell’immaginario fantastico.

Dopo 6 anni tornano in Italia anche i Graveworm, band storica nel panorama black italiano (N.D.R. per black metal si intende un sottogenere del metal estremo sviluppatosi tra gli anni ’80 e ’90, clicca qui per approfondire). Luci viola e flash abbaglianti fanno da contorno alla voce graffiante di Stefan Fiori che alterna diverse forme di canto come scream e growl per dare maggiore varietà ai pezzi.

Graveworm

A seguire i Darkane, band svedese che ha eseguito dal vivo Rusted Angel per celebrare il ventesimo anniversario del disco omonimo. Le luci blu sul palco richiamo quelle della copertina dell’album e, in pochissimo tempo, l’effetto nostalgia si fa sentire, facendo rivivere a tutti i fan il piacere di riascoltare quel disco.

Loro connazionali sono i The Crown, sesta band a calcare il palco del MetalItalia Festival. L’audience è ormai numerosa, il locale è quasi pieno e il pubblico vuole sempre di più. Si urla, si salta e ci si spintona e, soprattutto, ci si gode la performance di una band che non veniva in Italia dal lontano 2003.

Sono ormai le 21.25 e restano solo due gruppi, i due headliner del festival. Si sente musica classica ad anticipare l’esibizione dei Fleshgod Apocalypse, band dalle sonorità riconoscibili che fonde il metal più estremo alla musica classica più soave. Un mix quasi gotico che riesce a stregare ed affascinare tutti i metalheads presenti a Trezzo Sull’Adda. I costumi di scena sono in linea con il loro stile musicale e la presenza di un pianoforte sul palco aggiunge quel pizzico di creatività che ogni tanto manca nel panorama metal. Il loro live è il primo a durare un ora e mezza e durante lo show verranno presentati alcuni brani tratti da Veleno, album uscito a fine maggio per Nuclear Blast Records. L’esibizione è resa accattivante anche grazie anche all’uso di macchine del fumo e del lancio di coriandoli, trovate semplici ma sicuramente ad effetto.

Fleshgod Apocalypse

Alle 23.30 arriva l’ultima band, quella più attesa e per la quale il Live Music Club è stracolmo di metallari: gli Arch Enemy. Anche loro svedesi, sono annoverati tra i principali gruppi metal degli ultimi 20 anni, nonché una delle poche band del genere capitanate da una donna: Alissa White-Gluz. Il live è esplosivo e proprio la frontman del gruppo riesce a tenere vivi gli spettatori incitandoli, saltando e realizzando piccole coreografie con il resto della band. Per la prima volta nella giornata la scenografia sul palco cambia, verranno aggiunte nuove luci e il fondale non rimarrà sempre lo stesso. Gli Arch Enemy riescono a galvanizzare fino all’ultima canzone, e dopo 12 ore di festival, la prima giornata si conclude.

Arch Enemy

La musica è stata quindi la protagonista indiscussa della giornata, nonostante ci fossero comunque attività collaterali da fare tra un live e il successivo. Oltre alle immancabili bancarelle di merchandise ufficiale, erano presenti venditori di cd, vinili, magliette e libri musicale di ogni anno e genere. Sempre gradita anche l’opportunità di incontrare per una foto e un autografo ogni artista della giornata, all’interno dell’area Meet & Greet, appena fuori dall’area concerti.

Di seguito una playlist per riassumere quanto visto in questa prima giornata di festival, un modo per scoprire artisti di un genere apparentemente così di nicchia:


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