Notre-Dame, al via il contest per la ricostruzione


Cattedrale di Notre-Dame, 15 aprile 2019. Un terribile incendio prende vita proprio tra le impalcature dei lavori per il restauro. Nel giro di poche ore le fiamme avvolgono e divorano buona parte del tetto, causando il crollo della guglia centrale e del tetto. L’incendio, per fortuna, è stato estinto prima che la struttura crollasse del tutto ma i danni si aggirano attorno alle centinaia di milioni di euro.

In poco tempo diversi cittadini e filantropi hanno deciso di donare cifre più o meno importanti per riuscire a contribuire al restauro. Solo nelle prime 24 ore si è arrivati a raccogliere oltre 600 milioni di euro, un dato da record per la capitale francese. La ricostruzione di Notre-Dame non è ancora iniziata ma il Presidente della Repubblica francese ha annunciato ufficialmente una competizione internazionale per la ricostruzione della nuova guglia. In numerosissimi si sono già candidati, dai piccoli studi alle archistar, un segno importante del legame presente tra la gente e questa cattedrale. Riportiamo di seguito i progetti più interessanti, nell’attesa di vedere chi riuscirà ad aggiudicarsi quest’arduo compito.

1 – Vetro e Cristallo

Due dei materiali che più ricorrono all’interno dei progetti proposti sono il vetro e il cristallo, pensati per dare slancio e leggerezza alla nuova guglia. L’incontro tra antico e moderno è stato per primo pensato da Norman Foster, presidente e fondatore dello Studio Foster and Partners di Londra. La sua idea non si basa su una fedele ricostruzione in vetro e acciaio quanto piuttosto sulla realizzazione di qualcosa di nuovo ed inedito, un nuovo simbolo per la capitale parigina.

Progetto dello Studio Foster and Partners

Proposta simile è quella dello Studio Fuksas di Massimiliano e Doriana Fuksas. I due architetti hanno progettato una guglia di cristallo Baccarat, una particolare tipologia di cristallo di lusso prodotta in Francia. La struttura sarebbe illuminata di notte e simboleggerebbe la fragilità e la resilienza di Parigi (foto in copertina).

Ambizioso il progetto di Alexandre Chassang che realizza un’altissima guglia in vetro dalle forme geometriche nette, un modo per riprendere l’idea di forza e resistenza di Notre-Dame.


Progetto di Alexandre Chassang

2- Stampanti 3D

Che le stampanti 3D siano uno degli strumenti del futuro è certo, ma pensare di utilizzarle per la ricostruzione della guglia e del tetto è senza ombra di dubbio un progetto coraggioso ed innovativo. L’idea nasce in Olanda nello studio Concr3de dalle menti di Eric Geobers e Matteo Baldassari. Il loro piano è quello di utilizzare le porzioni bruciate durante l’incendio come materiale di partenza per la ricostruzione. Proprio quel mix di pietra calcarea e cenere potrebbe infatti essere la chiave per riutilizzare quei materiali, un modo per simboleggiare la rinascita della fenice dalle proprie ceneri. La fattibilità del progetto è stata già provata dallo studio, realizzando come prova una replica perfetta del gargoyle Le Stryge.

Modello di Gargoyle realzizato dallo studio Concr3de

3 – Il futuro

La proposta dello studio di Bratislava Vizum Atelier prevede la costruzione di una torre dalla forma allungata, una colonna di luce che si slancia verso il cielo illuminandolo. “Durante il medioevo – commenta uno degli architetti – i costruttori cercarono di raggiungere il cielo. Ora è possibile farlo accadere grazie alle nuove tecnologie”.


Progetto del Vizum Atelier

Accanto alla colonna di luce si accosta il progetto di Kiss The Architect, lo studio con base a Cipro che propone un progetto visivamente di forte impatto, un’imponente costruzione formata da archi e sfere che riprende un altro progetto dello studio chiamato A Folish Folly.


Progetto dello Studio Kiss The Architect

Ultima proposta in stile futuristico è quella di Mathieu Lehanneur che progetta una guglia di notevoli dimensioni a forma di fiamma. La sua è di certo una provocazione che ha come obiettivo quello di “prendere una tragedia e trasformarla in bellezza”, rivestendo di foglie d’oro l’intera struttura.


Progetto di Mathieu Lehanneur

4 – Ecosostenibilità

Preservare l’ambiente è la parola d’ordine al giorno d’oggi ed alcuni architetti hanno deciso di renderlo il proprio mantra. Lo Studio NAB, ad esempio, propone per la ricostruzione di Notre-Dame una serra nel tetto, così da educare all’agricoltura urbana e alla solidarietà. Lo Studio Drift invece propone la ricostruzione utilizzando le plastiche raccolte dalle acque degli oceani e dei mari, così da promuovere il riciclo e la sostenibilità. Il progetto prevede la collaborazione con l’associazione no-profit The Ocean Cleanup.


Progetto dello Studio NAB


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