Quartiere Bicocca: un po’ di storia

Dalla battaglia della Bicocca del 1522 alla nostra università


Bicocca

Mentre tutti coloro che seguono il Trono di Spade stanno ancora discutendo riguardo all’esito della Grande Guerra appena conclusa, la Bicocca si prepara a ricordare e a rivivere la sua personale e storica battaglia. A questo proposito martedì 7 maggio dalle 10 alle 12.30 presso Piazza della Scienza si terrà per il terzo anno consecutivo la rievocazione storica della battaglia della Bicocca del 1522.

Ma quali erano i due schieramenti contrapposti durante la battaglia? Come mai questo quartiere di Milano si chiama proprio Bicocca? Come si è passati dalla Fabbrica Pirelli alla nostra università? Se anche voi vi siete posti almeno una di queste domande non vi resta che proseguire con la lettura.

Procedendo con ordine, una delle prime testimonianze monumentali della storia di questo quartiere è una villa, ancora oggi esistente, costruita intorno al 1450 dalla famiglia Arcimboldi che aveva scelto proprio questa zona poco distante dalla città per edificare la propria dimora di campagna. L’edificio, denominato Bicocca degli Arcimboldi, deve il suo nome al fatto di essere una sorta di roccaforte o castello di modeste proporzioni.

Bicocca degli Arcimboldi
Bicocca degli Arcimboldi

Proprio nei pressi di questa costruzione il 27 aprile del 1522 ebbe luogo la battaglia della Bicocca, uno degli episodi salienti della Quarta guerra d’Italia. Le guerre d’Italia sono una serie di conflitti combattuti nella prima metà del XVI secolo tra Francia da un lato e Spagna e Sacro Romano Impero dall’altro per il dominio dell’Europa. La battaglia, svoltasi nell’area dell’odierno Quartiere Bicocca, vedeva le forze milanesi degli Sforza, sostenute dalle truppe dell’imperatore Carlo V, lottare per la riconquista del Ducato di Milano nelle mani dei Francesi dal 1515. Lo scontro terminò con la rovinosa sconfitta dei francesi, con un bilancio di oltre tremila caduti.

La battaglia venne descritta anche dal filosofo illuminista Pietro Verri nel suo trattato dal titolo La Storia di Milano.La battaglia della Bicocca è rimasta nella memoria de’ Francesi, i quali per significare che un sito costerebbe molto sangue, e gioverebbe poco acquistandolo, soglion dire: “c’est une bicocque”. – scrive Verri – La conseguenza di tal giornata fu che i Francesi intieramente perdettero il Milanese.” Quindi, dall’esito di questa battaglia sembra aver avuto origine il detto C’est une bicoque utilizzato dai francesi per descrivere una disfatta.

Nel Settecento, nella zona ormai denominata Bicocca, non c’erano più di 74 abitanti. È nel Novecento che la campagna lascia lo spazio ad una fiorente area industriale e nel 1907 anche la Pirelli decide di trasferire in Bicocca i suoi impianti, arrivando ad impiegare tredicimila persone. Negli anni 70 il quartiere viene interessato da un progressivo disimpegno delle numerose industrie presenti che scelgono di delocalizzare la produzione in diverse aree.

Bicocca
Impianti della Pirelli nel 1922

Con la dismissione degli impianti, all’inizio degli anni 80. si apre un dibatto per il recupero delle aree su cui precedentemente sorgevano le fabbriche. È proprio all’interno del progetto vincitore del concorso internazionale indetto da Leopoldo Pirelli che nel 1991 viene inaugurato il primo corso di laurea in Scienze Ambientali della Bicocca. Dai materiali accumulati dalla demolizione delle fabbriche viene realizzata la Collina dei Ciliegi e nel 1996, durante il periodo di ristrutturazione del teatro La Scala, viene aperto nel quartiere il teatro degli Arcimboldi. La torre di raffreddamento degli impianti industriali, racchiusa in un palazzo di ferro e cemento con una vetrata su un lato, diventa così il quartier generale della Pirelli.

Bicocca Pirelli
Quartier generale della Pirelli

Oltre alla rievocazione storica del 7 maggio, si terranno altre iniziative aperte al pubblico e realizzate dagli studenti di Scienze del Turismo e Comunità Locale dell’Università di Milano-Bicocca, come i laboratori sulla tecnica di intrecciare trecce, sulle danze e sulla riproduzione di berretti simili a quelli indossati dal Duca Francesco II.

Il 6 maggio si terrà invece la tavola rotonda Eventi rievocativi e attrattività turistica per parlare di rievocazioni e del loro significato per i territori nei quali si svolgono e la loro potenziale ricaduta turistica. Alle ore 20.00, presso la Chiesa di Sant’Antonino, si potrà ascoltare il concerto musiche antiche a cura di Franca Morazzoni con la partecipazione dei Maestri Ubaldo Rossi (flauto) e Elisa D’Auria (Clavicembalo).


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