6ix9ine, tutto sul nuovo album Tattle Tales

Riuscirà anche questo disco a dominare le classifiche?


6ix9ine

Tra me e Tupac Shakur non ci sono differenze.

6ix9ine

Tra tutti i personaggi che popolano il buffo mondo del rap game, 6ix9ine è senza dubbio quello che meglio riesce a far parlare di sé. Scarcerato da poco e odiato da tutti, il rapper di New York ha attratto su di sé le ire del popolo del web che lo ha etichettato come snitch, ovvero qualcuno che in carcere ha fatto i nomi dei compagni, in cambio di uno sconto di pena.

Questo eccentrico signore ha deciso di pubblicare il suo secondo album in studio: Tattle Tales. Il progetto è uscito il 4 settembre 2020 e già si preannuncia come dominatore di tutte le classifiche per almeno qualche settimana.

Scandali e gossip a parte, a 6ix9ine va riconosciuto uno stile unico e facilmente distinguibile dalla massa. Capelli colorati, vestiti sgargianti e improbabili, tematiche controverse e un timbro graffiato ne hanno fatto un personaggio riconoscibile ovunque, anche da chi non bazzica il mondo HipHop. Importantissimo anche il contributo di Alex MDC, l’illustratore che si nasconde dietro a tutte le grafiche del rapper. Il suo stile cartoonesco si sposa alla perfezione con la colorata eccentricità dell’artista, rafforzando quindi un sodalizio che va avanti ormai da diversi anni.

Facciamo ora una rapida carrellata per vedere cosa contiene questo Tattle Tales, partendo dai quattro brani pubblicati negli scorsi mesi.

I singoli

Il primo brano è Gooba, pubblicato su tutte le piattaforme l’8 maggio. Quello che rende questo pezzo speciale è l’importante traguardo delle 41 milioni di views in 24 ore, spodestando Killshot di Eminem. Il contenuto del video sarà quindi all’altezza di questi numeri da far girare la testa? Non esattamente. Vedremo quello che ci si aspetterebbe da un tipo così: vestiti colorati, arcobaleni, gioielli e ragazze che twerkano per circa 3 minuti. Non è molto, ma a quanto pare moltissima gente ha gradito.

Il secondo singolo, apriti cielo, è stato forse anche più criticato del primo. Con la splendida collaborazione di Nicki Minaj, il videoclip ufficiale di Trollz mostra vestiti colorati, arcobaleni, gioielli e ragazze che twerkano per circa 3 minuti. Ho come l’impressione di aver già visto qualcosa di simile. In aggiunta, sono state inserite pile e pile di banconote, giusto per dare un tocco più gangsta al rapper.      
Passiamo quindi a Yaya, la terza elettrizzante canzone dal ritmo latino pubblicata per questo disco. Il video ufficiale mostra vestiti colorati, arcobaleni…avete capito insomma, le solite cose. Unico dettaglio degno di nota, le banconote sono state sostituite da bottiglie di latte.

Passiamo ora all’ultimo dei quattro brani usati per promuovere questo album: Pun**i. Volete sapere cosa c’è in questo videoclip? Non quello che vi aspettereste. La fine dei domiciliari ha permesso a 6ix9ine di uscire di casa e di abbandonare quelle coloratissime stanze create ad Hoc per i precedenti lavori. Lo street video realizzato non è nulla di eccezionale ma, quantomeno, porta una leggera varietà rispetto a quanto visto in precedenza. I testi, come deducibile da titolo, non sono esattamente filosofici e vanno presi per quello che sono.

Il resto del disco

Ora, queste sono solo 4 delle 13 tracce presenti in Tattle Tales. Come sono le restanti 11?  

Locked Up 2, il brano che apre il disco, mi ha stupito in positivo e mi ha fatto accendere una luce di speranza. Non è un capolavoro, ovviamente, ma quel tentativo di fare un pezzo conscious è apprezzato e la collaborazione con Akon, almeno in questo brano, funziona abbastanza bene. Peccato non si possa dire lo stesso di Leah, il secondo brano eseguito da questa strana coppia.

Molti degli altri brani oscillano tra il reaggeton e la trap più commerciale, senza mostrare particolari spunti creativi e con featuring assolutamente poco incisivi. Mi piacerebbe dire che 6ix9ine sia stato in grado di variare o di portare delle tematiche interessanti, ma purtroppo non ci siamo. Il disco, seppur breve, risulta a me monotono e ascoltarlo fino alla fine non è stata esattamente un’esperienza entusiasmante.

Che lo si ami o lo si odi, resta il fatto che 6ix9ine abbia un’innegabile capacità di far parlare di sé, nel bene e nel male (più spesso nel male, in realtà). Non voglio dire che il disco sia brutto, ognuno trarrà il proprio parere dopo averlo ascoltato, ma mi sento di consigliare il disco solo a chi è già appassionato al genere. Per tutti gli altri, l’ascolto potrebbe essere dannoso, nella misura in cui tutto questo non fa che accentuare degli stereotipi erronei sul mondo del rap, apparentemente fatto solo da droghe, soldi, violenza e sesso.


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