Dalíland: un film rivoluzionario su Salvador Dalí

Un film unico e sorprendente, in grado di far emergere a pieno la personalità dell’artista.


Gli amanti della corrente artistica del surrealismo e, in particolar modo, di Salvador Dalí, non possono lasciarsi sfuggire un’occasione come questa. Infatti, dallo scorso 25 maggio è possibile recarsi al cinema per ammirare Dalíland: un meraviglioso film sull’artista catalano.

Salvador Dalí e il Surrealismo in breve

Salvador Dalí nasce a Figueres nel 1904. Si consolida come pittore indiscusso, scultore e fotografo spagnolo. Il pittore è noto anche grazie alle sue caratteristiche più stravaganti come i suoi tipici baffi all’insù e le immagini suggestive dei suoi quadri. Ha una personalità molto eccentrica, una grande passione per il lusso e per l’abbigliamento orientale. Nelle sue opere non emergono solo i suoi tratti più “pazzi”, ma anche i suoi traumi e la sua insolita fobia per le formiche. I paesaggi marini della sua terra natale ritornano spesso nei suoi dipinti. La sua infanzia è segnata da un episodio sconvolgente: il bambino viene creduto morto ed abbandonato sul tavolo. Sarà solo e soltanto la nutrice ad accorgersi che è vivo. Nel corso della sua vita conoscerà molte donne, tra le quali Gala, la quale diventerà la sua musa ispiratrice e la sua compagna di vita a Parigi e a New York. Con la morte della donna nel 1982, l’energia creativa dell’artista scompare, conducendolo alla morte nel 1989 a Figueres.

Salvador Dalí è uno dei maggiori esponenti del surrealismo, un filone artistico nato nel 1924 in Francia. Nello stesso anno André Breton (critico d’arte francese) pubblica il Manifesto del Surrealismo, delineando la surrealtà come una realtà assoluta. Dalí si avvicina a questo movimento artistico all’età di vent’anni, ma Breton lo critica a causa del suo atteggiamento provocatorio. Il surrealismo pone in evidenza un mondo non percepibile attraverso la ragione, bensì mediante l’inconscio (tema fortemente analizzato anche dal celebre psicoanalista Sigmund Freud).

Il "Manifesto del Surrealismo"
Il Manifesto del Surrealismo.

Il metodo paranoico-critico

L’artista sfrutta il metodo paranoico-critico per dipingere. Tale metodo consiste nel far emergere i fenomeni o i sogni che si scatenano nella sua anima inconscia (parte paranoica), rappresentati nei quadri (parte critica). Questa seconda fase del processo è possibile solamente se l’artista si immerge totalmente nella follia delle sue paranoie. Alcuni dei suoi capolavori più famosi e realizzati tramite questa tecnica sono La Persistenza della Memoria e Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio.

"La Persistenza della Memoria" e "Sogno causato dal volo di un'ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio"
In ordine partendo da sinistra: La Persistenza della Memoria e Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio.

La trama

Dalíland è un film che riassume in 1 ora e 45 minuti gli ultimi anni di vita e l’essenza bizzarra dell’artista, interpretato da Ben Kingsley. E’ diretto dalla regista canadese Mary Harron. Appartiene sia al genere biografico ma anche al drammatico per via del forte impatto emotivo che ha sul pubblico.

Il film comincia nel 1974, quando un nuovo e giovane assistente, James (interpretato da Christopher Briney), aiuta il pittore ad allestire un’importante mostra artistica in una galleria di New York. James è molto contento per aver ricevuto quest’opportunità. Col passare del tempo, il ragazzo si avvicina alla vita eccentrica e festaiola condotta dal pittore (sempre accompagnato dalla sua donna, Gala). Scopre anche i lati più misteriosi dell’artista. Dalí è solito invitare ospiti rinomati alle sue feste, come la star Amanda Lear (interpretata da Andreja Pejic). James si rende conto del triste vuoto che l’artista possiede dentro di sé. Il pittore prova un sentimento di angoscia per la morte e di paura di invecchiare, che lo porta a essere ipocondriaco. Dalí si ammala di Parkinson e ciò non gli permette di impugnare correttamente il pennello. Gala (interpretata da Barbara Sukowa) si rivela una figura in cerca sempre di nuovi amanti che sfoggia sotto gli occhi di Dalí. Uno dei tanti musicisti che frequenta è Jeff Fenholt (interpretato da Zachary Nachbar-Seckel) soprannominato Gesù Cristo per via del suo taglio di capelli. Gala decide di regalargli un suo ritratto fatto dal pittore. Jeff lo vende per ricavarne un guadagno utile al fine di far decollare la sua carriera musicale. La donna diventa sempre più interessata al denaro, dispotica, avida e i suoi rapporti con Dalí si sgretolano sempre di più.

Scena tratta dal film "Dalíland"
Una scena tratta dal film Dalíland. In ordine partendo da sinistra: Amanda Lear, Salvador Dalí e Gala.

Il perché del titolo Dalíland

Dalíland significa letteralmente “terra di Dalí”. Indica il mondo di Dalí che, fin dai primi istanti dell’opera cinematografica, cattura immediatamente l’attenzione dello spettatore. Si tratta di un ambiente emblematico, ricco di forti emozioni che oscillano dalla tristezza alla spensieratezza e all’ euforia.

Una qualsiasi persona che non si è mai affacciata all’universo daliniano non può che adagiarsi su una confortevole poltrona per vedere questo meraviglioso film, per nulla noioso e, anzi, molto scorrevole. E’ una possibilità imperdibile per comprendere pienamente lo stile folle e i caratteri distintivi di un temperamento estroso ed esuberante come quello di Salvador Dalí.

Trailer del film “Dalíland”.

Ogni mattina, appena prima di alzarmi, provo un sommo piacere: quello di essere Salvador Dalí!

Salvador Dalí

Sofia Fossati

Frequento la facoltà di Giurisprudenza. Nutro interesse per il giornalismo (soprattutto quello d’inchiesta), per l’arte e per la letteratura.

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