Il Migliore: il nuovo film su Marco Pantani

Abbiamo visto in anteprima il nuovo docufilm dedicato al Pirata. Ecco la nostra opinione.


Esce oggi, lunedì 18 ottobre, nelle sale cinematografiche Il Migliore, un nuovo docufilm sulla vita di Marco Pantani, il Pirata, uno degli sportivi italiani più amati di sempre. Lo potete trovare nei cinema per i prossimi tre giorni, fino a mercoledì 20 ottobre. Noi abbiamo avuto la fortuna di vederlo in anteprima qualche giorno fa a Milano presso il Cinema Arcobaleno. Così vi possiamo raccontare le nostre impressioni sulla pellicola prodotta da Okta Film con Rai Cinema e distribuita da Nexo Digital.

Di lavori cinematografici sul Pirata ne sono stati prodotti davvero tanti. Si spazia dai film a stampo biografico a produzioni più da inchiesta giornalistica. Quindi, portare qualcosa di nuovo sul grande schermo parlando di Pantani non è sicuramente un lavoro facile. Possiamo dire, però, che il regista Paolo Santolini e la sua troupe ci sono riusciti in pieno.

Si parte sempre dal giugno 1999

Nel parlare di Pantani si parte sempre da quei drammatici giorni del giugno 1999, giorni che più di tutti gli altri avvenimenti della sua vita hanno ferito e cambiato il Pirata per sempre.

Recap veloce per chi non sapesse cosa è successo. Marco veniva da una stagione 1998 assolutamente trionfale: nello stesso anno infatti si era aggiudicato le due più importanti manifestazioni del ciclismo mondiale, il Giro d’Italia e il Tour de France. Si tratta di una doppietta riuscita a pochissimi nella storia delle corse. Con prestazioni eccezionali, come l’incredibile rimonta sull’Oropa, il Pirata si stava apprestando a vincere anche il Giro del 1999.

Ma la mattina del 5 giugno, all’Hotel Touring di Madonna di Campiglio, cambiò tutto. Dopo un controllo antidoping di routine, Marco fu sospeso per quindici giorni dalle corse. Perché? Il valore dell’ematocrito era due punti percentuali oltre il limite. L’ematocrito è l’indice della presenza dei globuli rossi nel sangue e dato che non era possibile in altro modo attraverso i test antidoping riscontrare la possibilità che l’atleta avesse assunto EPO per migliorare le prestazioni sportive, quello dell’ematocrito era preso come valore affidabile. Ematocrito alto che tuttavia non certifica che l’atleta abbia fatto uso di sostanze dopanti, ma solo che potrebbe averne fatto uso, al condizionale. Infatti, dopo tutti i processi il Pirata non fu mai condannato per doping.

 A Campiglio la Madonna non c’era. Mi hanno fregato.

Marco Pantani

L’uomo Marco Pantani

Abbiamo detto però che l’intento del regista Paolo Santolini non era quello di produrre un lavoro di inchiesta. Infatti, ne Il Migliore ci lasciamo da parte subito i discorsi riguardante il possibile complotto ordito alle spalle del Pirata per escluderlo del Giro e impedirgli di vincerlo per il secondo anno consecutivo. Nonostante, come si dica in conclusione del film: la verità su Marco ancora non è stata scritta.

Fin dall’inizio dell’articolo ci siamo chiesti come sia possibile realizzare un prodotto nuovo, diversi da tutti gli altri, con protagonista il Pirata. Dalla sua morte sono passati ben diciassette anni, centinaia di video sono stati girati e centinaia di pagine sono state scritte. Quindi, come fare? Beh, semplice: rimettere al centro della scena Marco. Non il ciclista, non l’incredibile scalatore, ma l’uomo Marco Pantani. E come si può realizzare concretamente tutto ciò? Intervistando gli amici di sempre, i colleghi ciclisti di una vita e i familiari.

Protagonista alla presentazione del film è stata mamma Tonina. E chi più di lei può dire se il docufilm parli davvero e sinceramente del figlio Marco? Nessuno, ovviamente e quindi non possiamo fare altro che affidarci al suo giudizio. Mamma Tonina ha definito Il Migliore il più bel film realizzato su Marco. Proprio perché mostra l’uomo dietro al campione, con le sue passioni e anche con le sue debolezze. E l’endorsement della mamma del Pirata nei confronti del regista Paolo Santolini è stato tale che la troupe ha avuto il piacere di entrare in quella che è stata la casa di Marco nella sua Cesenatico per la prima volta. Mai nessuno aveva avuto tale onore prima.

Molto apprezzate sono le scene in cui sono descritte le passioni del patacco carismatico, come è definito il Pirata da un amico nel film. La caccia, la pittura, la pesca e il canto, oltre alle incredibili doti da ciclista: Marco era davvero una figura poliedrica e questi aspetti sono tutti molto ben raccontati ne Il Migliore.

Quando finisce il film si ha come la sensazione di essere stati davvero nel gruppo di amici e familiari di Marco. Il racconto è molto intimo e come detto non lesina nel fermarsi anche sulla parentesi più difficile della vita del campione. Una domanda emerge chiara nel film dai protagonisti ed è sorta spontanea anche in noi: com’è possibile che il mondo del ciclismo abbia abbandonato in questo modo uno dei suoi simboli più fulgidi?

Oltre alle tante immagini del Pantani ciclista che arrivano dall’archivio di Rai Sport, a impreziosire il docufilm Il Migliore sono i tanti video di archivio forniti da uno dei migliori amici di Marco, il Califfo, come è soprannominato. Che nella vita si è dilettato con la videocamera e ha immortalato un sacco di bei momenti con l’amico. Momenti che tutti noi oggi possiamo in parte rivivere grazie al docufilm girato da Paolo Santolini e che ci fanno sentire davvero vicini al Pirata.

La Romagna al centro di tutto

Marco Pantani è Cesenatico e Cesenatico è Marco Pantani. Il legame tra l’incredibile scalatore romagnolo e la sua terra è sempre stato indissolubile. E questo legame emerge in maniera chiara nel film di Paolo Santolini, altro romagnolo doc. Se pensate alla Romagna, che canzone vi viene in mente all’istante? Beh, non ci sono tanti dubbi: Romagna mia. Proprio nelle scene di testa del film possiamo trovare una particolare e bellissima versione della celebre canzone italiana, rivisitata da Billy Martin, compositore statunitense che si è occupato dell’intera colonna sonora del film. Versione di Romagna mia che ha definito perfettamente la celebre comica Teresa Mannino alla presentazione del film: struggente.

Cesenatico sotto la neve.

Sempre rimanendo in tema Cesenatico, il docufilm è stato girato durante la stagione invernale e le inquadrature della ridente città di mare imbiancata da una folta nevicata sono tanto struggenti quanto la versione sopracitata di Romagna mia. Ad aumentare questa sensazione nel film sono anche gli stacchi usati dal regista, che esce da scene di caos e rumore con cambi di immagine e silenzio che dura svariati secondi.

Come detto, potete trovare il film al cinema per i prossimi tre giorni: 18, 19 e 20 ottobre. Se volete uno sguardo intimo su uno dei campioni più amati dagli italiani, non lasciatevi sfuggire questa opportunità.


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