Intervista | Aldo Cipolli: vi presento Web Radio Tradate

Nle 2014 a Tradate, in provincia di Varese, è nata "Radio Nonni"


Web Radio Tradate

A tutti noi sarà capitato di dover spiegare a nonni, nonne e a volte anche ai genitori come utilizzare uno smartphone o un tablet, magari spesso perdendo anche la pazienza e gettando la spugna.

Nel comune di Tradate gli studenti dell’Istituto Ludovico Geymonat hanno insegnato ad un gruppo di abitanti meno giovani del paese come utilizzare i tablet e posta elettronica, dimostrando che no la tecnologia non è assolutamente una cosa solo da giovani. Dai loro incontri e grazie al coordinamento di Aldo Cipolli, responsabile del progetto, nel 2014 è nata anche una web radio che vede diversi anziani alternarsi nel ruolo di speaker per raccontare e valorizzare il territorio tradatese e le associazioni che ne fanno parte.

Qui di seguito trovate quello che Aldo Cipolli ci ha raccontato del progetto Web Radio Tradate, soprannominata ormai da tutti Radio Nonni.

Come è nato questo progetto?

Il progetto della web radio è nato nel 2014 quando l’allora assessore ai servizi sociali, il dottor Luigi Luce, ha chiesto alle associazioni di Tradate di proporre delle iniziative nell’ambito degli Stati Generali del Welfare. Le associazioni sono state suddivise in gruppi e l’associazione di cui faccio parte rientrava nell’area anziani. Nell’ambito di questa iniziativa, per gli anziani c’è stata la proposta di insegnare loro ad utilizzare le nuove tecnologie come tablet e smartphone. Per avviare questo progetto abbiamo chiesto la collaborazione ai ragazzi delle scuole superiori. Gli studenti del Liceo Geymonat di Tradate, insegnando le nuove tecnologie agli anziani, hanno raccontato loro anche dell’esistenza delle web radio e da lì è nato il progetto Web Radio Tradate. Nei mesi successivi la notizia dell’esistenza di questa radio è rimbalzata su diversi giornali, siamo stati intervistati dal Corriere della sera e anche da alcune televisioni che hanno soprannominato la radio Radio nonni.

Quali sono le tematiche affrontate nei vostri podcast e come sono scelte?

Per quanto riguarda le nostre attività, noi abbiamo diverse rubriche o spazi di informazione tra cui quello culturale, quello sulla salute e uno che riguarda la cucina. In generale ci occupiamo di raccontare quello che accade sul nostro territorio attraverso podcast pubblicati sulla piattaforma Spreaker, anche perché non trasmettiamo musica quindi la nostra è solo una radio parlata. Abbiamo scelto, per ora, di non andare in diretta in quanto la diretta renderebbe il tutto molto più complicato, invece il podcast è molto più semplice da gestire. Nelle nostre rubriche solitamente coinvolgiamo le associazioni del territorio, in particolare quelle più piccole di cui i cittadini non conoscono le attività, e raccontiamo insieme a loro le attività che svolgono. Le associazioni coinvolte non sono solo quelle sportive ma anche quelle culturali tra cui l’Università della Terza età. Quasi tutte le persone che conoscono e ascoltano la radio sono collegate alle nostre iniziative e a quelle delle associazioni che noi facciamo conoscere quindi, quando facciamo un podcast qualsiasi, i membri dell’associazione coinvolta e tutti coloro con cui siamo collegati e che seguono la nostra iniziativa, ricevono via mail il link della trasmissione e la ascoltano.

Ci racconti qualcosa dei vostri speaker senior

Tra i nostri speaker c’è Marcello Cellina, un signore di Milano che credo sia venuto a conoscenza del nostro progetto leggendo gli articoli su internet. Questo signore è un notaio in pensione appassionato di storia del Risorgimento italiano che da Milano viene a Tradate per registrare delle puntate sulla storia del Risorgimento che sono seguitissime perché lui ha un modo di raccontare molto coinvolgente e parla di eventi che non si trovano sui libri di storia.

Marcello Cellina, speaker di web radio Tradate

Nello spazio salute invece recentemente ci stiamo occupando del Coronavirus anche in collaborazione con un’altra radio, infatti abbiamo scoperto che collaborare con altre web radio ci permette di fare una serie di cose che da soli non riusciremmo a fare sia perché siamo una piccola radio sia perché abbiamo scelto di valorizzare il territorio tradatese. In questo spazio, oltre che occuparci del coronavirus, poco tempo fa abbiamo anche conosciuto una dottoressa che lavora in una farmacia che ci racconta di diverse tematiche tra cui, ad esempio, l’ansia e la sua gestione.

Ognuno dei nostri speaker è partito dalle proprie esperienze, che sono quelle di persone che hanno 60, 70, 80 anni. Abbiamo anche un signore di 95 anni che, con la moglie, è stato ospite di Radio Deejay per raccontare questo progetto e la sua attività in radio. Quando siamo stati ospiti durante il programma di Fabio Volo lui ha invitato gli ascoltatori a seguire la pagina facebook della radio e ad aggiungere il signor Ettorino D’Alessandro e la moglie tra gli amici. Questo invito ha portato loro a ricevere tantissime richieste e all’inizio si sono anche un po’ spaventati perché non capivano bene cosa stesse succedendo, si sono trovati nel giro di poche ore con migliaia di richieste sulle loro pagine facebook.

Da sinistra, Carmen Sartoris, Ettorino D’Alessandro e Renata Tedesco, tre voci di Web Radio Tradate

Come siete riusciti a convincere un buon numero di anziani a partecipare a questo progetto e quali sono state le difficoltà che avete incontrato?

Questo è un aspetto interessante perché non tutti gli anziani che hanno imparato ad usare i tablet si sono appassionati al progetto della radio. Molti di loro sono infatti disponibili a raccogliere il materiale utile per la registrazione dei diversi podcast, ma pochi sono disposti poi a metterci la voce perché tutti gli altri si vergognano. Ad esempio, per la rubrica che riguarda la cucina le signore appassionate sono bravissime a raccogliere ricette sempre diverse ma poi difficilmente vogliono che la loro voce venga registrata. Quindi posso dire che stiamo ancora lavorando per cercare di far superare a tutti questa paura perché al momento non abbiamo molti anziani disposti a fare gli speaker, nonostante poi quelli che si sono buttati e hanno provato a registrare siano bravissimi. Sicuramente c’è un’ampia partecipazione per quanto riguarda il lavoro di preparazione del podcast e dell’argomento da affrontare, ma meno per parlare al microfono.

Questo progetto è nato per contrastare il rischio dell’isolamento, in che modo vi siete organizzati adesso che siamo in quarantena?

Quello di contrastare l’isolamento è stato uno dei nostri obiettivi fin da subito, ancora prima che nascesse la radio. Tramite WhatsApp e tramite le mail, poi anche tramite la radio quando è arrivata, abbiamo creato una rete che ci permette di essere sempre in contatto con tutto il gruppo di anziani. Il gruppo in realtà si è allargato anche per questo motivo, racchiudendo anche coloro che magari non partecipano più agli incontri sulla tecnologia oppure alla radio, ma che hanno scelto di seguire altre attività o iniziative tra cui la pittura ad esempio. Ma rimaniamo sempre tutti in contatto e in tutto questo processo le nuove tecnologie sono state fondamentali e in questo momento lo sono più che mai. In questi giorni sono in contatto con un professore dell’istituto di Tradate con cui collaboriamo perché so che ci sono delle piattaforme che usano gli studenti per fare le video lezioni quindi stiamo cercando di capire se si riesce a trovare un modo per fare una videochiamata tutti insieme e magari lavorare agli argomenti per i podcast in questo modo. Perché le chiamate vanno benissimo ma sono sempre solo tra due persone invece stiamo cercando di capire se è possibile fare qualcosa con tutto il gruppo.

Quindi secondo lei quanto è importante insegnare agli anziani ad usare questi strumenti tecnologici, oltre che per restare in contatto tra loro e con le altre persone?

È fondamentale e importantissimo non solo perché ormai la direzione è che se non sei capace di usare le nuove tecnologie quasi non puoi andare in banca, ma anche perché se tutti utilizzano WhatsApp ad esempio e una persona di una certa età non lo sa utilizzare si sentirà escluso e da solo, quindi non è tanto importante imparare ad usare uno strumento ma quanto potersi sentire parte di un gruppo, della società e non sentirsi vecchio e indietro. Attraverso la radio e il corso con i tablet si sono create situazioni incredibili, persone che prima non uscivano di casa e poi sono state convinte dagli altri membri del gruppo a partecipare. Ad esempio, c’è una signora, bravissima in cucina ma che era molto sola e isolata, con cui abbiamo creato una rubrica di cucina in radio chiamata Peccati di gola. La signora Pia Longoni, da quando registra i suoi podcast raccontando ricette tipiche regionali testate attentamente prima con amici e parenti, sembra ringiovanita perché per lei è molto importante raccontare le sue ricette e sentire che poi le amiche la chiamano per commentarle insieme. E non solo le amiche, ma ci sono arrivate e-mail anche da parte di persone che mai ci saremmo aspettate che ci ascoltassero e fossero interessate a questa rubrica. Tutte queste piccole cose sono importanti perché ti fanno sentire e stare in mezzo al mondo di oggi.

Pia Longoni, speaker della rubrica Peccati di gola

Come se la sono cavata gli studenti durante questa attività di tutor?

Nel 2015 i ragazzi hanno partecipato ad un corso di formazione da noi organizzato chiamato ABC Digital anche se in realtà i suggerimenti di cui gli anziani hanno bisogno sono veramente di base. Ad esempio, l’obiettivo principale è stato quello di insegnare come si facesse ad inviare un’e-mail, ma l’utilizzo della posta elettronica è un argomento talmente base che i ragazzi potevano insegnarlo tranquillamente ad occhi chiusi. Negli anni si è creato un rapporto bellissimo tra anziani e studenti, nonostante poi gli studenti cambino sempre. Addirittura, siccome noi questo corso lo eroghiamo durante tutto l’anno, ci sono alcuni anziani che non vengono durante il periodo estivo e ricominciano a partecipare durante il periodo scolastico quando ci sono gli studenti perché si divertono molto di più con loro e imparano anche meglio. Essendoci molta disponibilità da entrambe le parti spesso non c’è nemmeno necessità di scegliere un argomento da trattare perché le domande che fanno gli anziani sono talmente semplici che è impossibile che i ragazzi non sappiano dare una risposta. E la radio è nata proprio da loro, dai racconti riguardo alla tecnologia fatti dai ragazzi e dal dialogo con gli anziani, non era assolutamente una cosa programmata. Infatti, questo progetto è stato anche inserito all’interno del docu-film realizzato da Varese News. Il documentario Digitalife, realizzato per il ventennale del giornale, racconta e racchiude progetti e iniziative per loro degni di merito e di nota e tra i vari progetti è stato inserito anche il nostro. Però appunto la web radio nasce dal rapporto tra giovani e meno giovani, non diciamo anziani perché se no si arrabbiano.

È vero che voi non trasmettete musica, ma c’è qualcuno dei vostri speaker che, all’inizio del progetto, pensava magari anche a quella?

All’interno del gruppo ce ne sono alcuni che si recano presso il liceo musicale V. Bellini di Tradate per imparare a suonare e fare musica e ci sono altre signore che cantano molto bene però il problema della musica è un problema legato al copyright e alle licenze. Per Natale avevamo deciso di creare un gruppo di senior e registrare una cover di una canzone natalizia però l’ostacolo maggiore riguarda proprio le iscrizioni che si devono fare e i pagamenti alla SIAE. Per questo motivo abbiamo dovuto, almeno momentaneamente, accantonare il progetto. Da poco siamo in contatto con una web radio di Morazzone che trasmette musica con cui potremmo avviare una collaborazione: noi registreremmo il podcast e loro potrebbero trasmetterlo alternandolo poi con la loro musica, però questa è un’idea su cui stiamo ancora lavorando.

Ringraziamo Aldo Cipolli per la disponibilità, di seguito alcuni link utili per seguire tutte le novità e ascoltare i podcast di Web Radio Tradate.

Vi lasciamo anche il link di alcuni video tutorial realizzati dai ricercatori del nostro Ateneo e volti a insegnare agli anziani l’utilizzo di App che permettono di rimanere in contatto con parenti e amici in queste settimane in cui tutti siamo invitati a rimanere nelle nostre abitazioni.


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