Intervista | Radio Trapani: “Per me la musica è spontaneità”


Radio Trapani è il nome d’arte di Dario Trapani, progetto nato per tracciare un percorso musicale improntato su un forte bisogno di libertà. Il 22 Ottobre è uscito il suo ultimo singolo, Go, una break-up song che si lega al progetto iniziato dall’artista con i suoi primi due singoli.

Noi di Radio Bicocca abbiamo avuto il piacere di intervistarlo per voi.

Come è nato il progetto Radio Trapani?

Questo progetto è nato in una maniera molto controversa. Per molti anni avevo suonato in diversi gruppi e con molte persone, pensavo sempre di voler suonare da solo ma non riuscivo a trovare il coraggio. Nel 2018 facevo ancora jazz e il mio attuale bassista, Alessandro, mi ha invitato ad una jam sessions dove ho conosciuto anche il mio attuale batterista e li è nata una connessione. Ci siamo trovati per caso a suonare in Italia, senza aver provato o avere dei pezzi pronti, ho preso coraggio e ho proposto le mie canzoni e cosi è nato Radio Trapani. Il progetto è praticamente nato da solo, poi ovviamente il tempo mi ha permesso di maturare, di trovare una direzione oltre che maggiore sicurezza.

Ascoltando i tuoi brani si nota sempre una differente direzione, soprattutto nelle sonorità. Alla luce di queste “differenze” secondo te qual è la costante del tuo progetto?

Queste canzoni sono nate in momenti diversi e si sono costruite su influenze ed emozioni diverse, quindi mi riesce difficile trovare una costante. Sicuramente di base tutte partono da chitarra e voce e risentono dell’influenza delle armonie jazz, che fanno parte del mio background. Non mi concentro molto sulla coerenza, preferisco essere il più spontaneo possibile e mantenere il focus su quello che voglio fare. Le mie canzoni nascono in maniera molto naturale, senza mai forzare l’ispirazione o le emozioni che voglio trasmettere.

Cerco di non farmi influenzare troppo dal giudizio degli altri ma faccio sempre tesoro di quello che mi suggeriscono le persone che ascoltano la mia musica. Molto spesso mi rendo conto che ci sono elementi che funzionano a cui magari do poco peso o viceversa e questo mi permette di evolvere sempre il mio approccio alla musica, di trovare nuovi input.

Go è il tuo terzo singolo e come il precedente “The loss and the gain” è una breakup song. In che modo la musica ti ha aiutato ad affrontare un evento del genere, che inevitabilmente ti lascia un po’ cambiato?

Sono canzoni nate quasi da sole. Sicuramente ero in un mood molto malinconico e il lockdown non aiutava particolarmente. Scrivo le mie canzoni partendo sempre dalle basi e poi aggiungo man mano le parole, sfruttando anche magari gli appunti che scrivo nelle note del telefono. In tutte e tre spontaneamente uscivano delle frasi relative a quello che stavo vivendo in quel momento e quindi fin da subito ho capito che sarebbero state canzoni d’amore. Il processo di scrittura ti permette di lasciare un po’ andare tutte queste emozioni, di viverle quasi da un punto di vista esterno.

Lo scorso mese hai avuto la possibilità di partecipare allo Jager Music Lab, cosa ti ha lasciato questa esperienza?

È stato interessante prendere parte a questo tipo di esperienza, mi ha permesso di avere un punto di vista diverso sulla mia musica e su quello che voglio fare. È stato anche molto bello capire il modo in cui la musica viene percepita oggi. Lo Jager Music Lab è una realtà in cui viene incoraggiata molto la creatività. Si crea un ambiente in cui conosci tante persone diverse da cui puoi imparare molto e con cui mi sono divertito tantissimo.

Vivi ad Amsterdam da parecchi anni, quanto pensi che questo ambiente e l’ambiente europeo in generale ha inciso sulla tua musica e sul tuo percorso da artista?

Lasciare l’Italia mi ha portato prima di tutto a cominciare a cantare e scrivere in inglese, ho acquisito una visione diversa rispetto alla lingua e in questi anni ho cominciato anche a prestare maggiore attenzione ai testi di artisti stranieri. In Italia si tende sempre molto a concentrarsi sulla musica italiana, trovarsi all’estero ti permette di avere una visione più internazionale e ampia del panorama musicale. È una città che ti offre tante opportunità e quest’esperienza mi ha permesso di cambiare come persona, di scoprire nuovi lati di me e di cominciare a sentirmi a mio agio con me stesso. Ti dà la possibilità di confrontarti con una cultura diversa, per certi aspetti molto permissiva e che ti permette di esprimerti in maniera più libera.

Quali sono i tuoi progetti futuri e come pensi evolverà Radio Trapani?

Sicuramente a novembre uscirà il brano che ho scritto durante lo Jager Musica Lab e che si chiama Kids Have Grown. Inoltre sto lavorando ad un EP che si chiamerà TVB Kind of love e che ha come tema la fine di una relazione sentimentale. Poi ho tanta voglia di tornare a suonare, presto suonerò ad Amsterdam e spero di poter continuare con i live durante questo inverno.

Noi ringraziamo Radio Trapani e vi lasciamo alcuni link utili per seguirlo:


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Irene Lantano

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