JoJo, guida alla serie più bizzarra di sempre


JoJo

In attesa dell’annuncio del sesto capitolo della saga, Stone Ocean, mi sembra doveroso fare un breve resoconto di quanto fatto finora nel campo degli anime. La lunga serie di JoJo, per chi non lo sapesse, racconta le vicende dei diversi discendenti della famiglia Joestar, partendo dalla fine dell’Ottocento fino agli anni ’90. Ogni stagione è ambientata in un diverso arco temporale ma i vari personaggi, in un modo o nell’altro, sono legati da qualche legame di parentela. In ogni serie ci sarà il super-cattivo, circondato da una serie di servitori che devono essere sconfitti uno ad uno.

L’aspetto interessante della serie, almeno dalla terza stagione, è l’uso degli Stand, ovvero delle estensioni della propria coscienza che si palesano sottoforma di creature o entità, ciascuna con una specifica abilità e pronte a lottare le une contro le altre. Una cosa particolarmente apprezzata è che, ciascuno stand, ha un nome solitamente ispirato a qualche band musicale: ci saranno ad esempio Vanilla Ice, King Crimson, Aerosmith, Metallica e tantissimi altri.

I motivi per guardare Le Bizzarre Avventure di JoJo sono molteplici, dalla forte personalità di alcuni personaggi alla meravigliosa colonna sonora che accompagna ogni stagione, sigle incluse. E poi, vogliamo parlare delle tonnellate di meme che sono usciti nel corso degli anni? Andiamo quindi insieme a vedere, stagione per stagione, i punti forti e deboli di ciascuna. Non ci saranno spoiler, se non il nome dei diversi villain, dei quali però non rivelerò i poteri.

Ps. Quanto segue è un parere personale. So che lì fuori è pieno di fan di JoJo pronti ad assalirmi con torce e forconi se tocco la loro serie preferita ma cercherò di motivare al meglio ogni critica.

1. Phantom Blood

Primo capitolo della serie, per fortuna piuttosto breve, racconta come tutto è iniziato. Siamo alla fine dell’Ottocento e il protagonista è Jonathan Joestar, un giovane molto educato la cui vita viene sconvolta da Dio Brando, un ragazzo orfano che viene accolto in casa dal padre. Dio odia Jonathan e, dopo essere diventato un vampiro, farà di tutto per rendergli la vita impossibile.

Gli aspetti a parer mio negativi della serie sono innanzitutto il protagonista, assolutamente senza carattere e decisamente troppo noioso, specialmente se lo si paragona a tutti i successivi JoJo. Anche l’antagonista, seppur reso celebre dalla terza stagione, qui non riesce a brillare e susciterà soltanto la nostra antipatia. L’unico personaggio simpatico che mi verrebbe da salvare è Zeppelli, uno strano signore italiano con un buffo cappello a cilindro. Per il resto, tutti bocciati.

I combattimenti si basano sugli Hamon, resi in italiano come Onde Concentriche. Non viene spiegato nemmeno troppo bene cosa siano, ma sono delle specie di onde di energia che possono essere padroneggiate ed utilizzate per uccidere i nemici. Nonostante nella successiva stagione il tutto venga reso leggermente più chiaro, qui è ancora in fase embrionale e la sensazione è quella di assistere a scene “casuali”.

2. Battle Tendency

La seconda stagione è forse quella che meno mi è piaciuta. Il problema di fondo è il non-sense intrinseco che permea la maggior parte delle scene. Ci troviamo negli Stati Uniti e il protagonista è Joseph Joestar, figlio di Jonathan e co-protagonista anche nella terza stagione. A lui spetterà il compito di sconfiggere i Pillar Men, quattro antiche entità risvegliate dal loro eterno sonno.

Le armi a disposizione, ancora una volta, sono le onde concentriche, anche se effettivamente questa volta non sarà tutto scontato ma, al contrario, sarà necessario allenarsi per riuscire a padroneggiarle al meglio. Poi, che l’allenamento sia fuori di testa e assurdo, è un altro paio di maniche.

Rispetto alla prima serie, ambientata in Inghilterra, qui ci troviamo per la prima volta a spaziare maggiormente. Si parte dagli USA per andare poi in Messico, in Italia e in Svizzera. Tutto questo tragitto per riuscire a perfezionare le tecniche di allenamento e sconfiggere una volta per tutti i Pillar Men.

Gli antagonisti, Wamuu, Kars, Santana ed Esidisi, sono i peggiori di tutta la serie. Non molto svegli, molto stereotipati, sembrano quasi la caricatura di quello che dovrebbe essere un vero e proprio villain. Basta guardare il tema musicale scelto per il loro risveglio e le mosse che fanno una volta tornati in vita per capire cosa intendo.

3. Stardust Crusaders

Il JoJo che ha rivoluzionato la serie, introducendo la meccanica degli Stand. Il respiro della saga aumenta a dismisura con questa meccanica, rendendo i combattimenti molto più curiosi e variegati. La trama ruota attorno a Jotaro Joestar che, con una fidata compagnia, dovrà percorrere un mirabolante viaggio dal Giappone all’Egitto per andare a sconfiggere Dio, reincarnatosi come vampiro nel corpo dell’ormai defunto Jonathan Joestar.

La compagnia dei Crusaders, per quanto sia adorabile, è ricca di stereotipi abbastanza comuni: il duro silenzioso, il buffone buono di cuore, il vecchio con l’esperienza ecc. Non ho notato né una profonda psicologia dietro a nessun personaggio né una complessità particolarmente evidente. Sono macchiette, e si comportano come tali. Questo non vuol dire che siano brutti personaggi, anzi, solo che alcuni di essi risulteranno abbastanza inutili nella maggior parte delle situazioni.

Come location, la serie spazia moltissimo, partendo dal Giappone e arrivando al Cairo, passando per tutto il sud-est asiatico e i paesi mediorientali. Questo cambio di paesaggi e atmosfere riesce sicuramente a giovare alla saga, che vista la considerevole lunghezza, necessita di nuovi spunti per poter continuare a essere guardata senza annoiare.

Il combattimento finale con Dio Brando è quello più iconico di tutta la serie, una serie di episodi davvero interessante ma, allo stesso tempo, abbastanza “sbagliata”, dal momento che introducono meccaniche senza senso. Tutto questo, nel bene e nel male, ha permesso di sfornare il 90% dei meme basati sul mondo di JoJo. Diciamo che, anche solo per cultura popolare, andrebbe vista.

4. Diamond is Unbreakable

Ci troviamo a Morioh-cho, piccola cittadina portuale sulla costa giapponese. Seguiremo qui le avventure di Josuke Higashikata che, per la prima (e unica) volta nella serie, dovrà cercare di scoprire l’identità di un serial killer. La sua compagnia, formata perlopiù da studenti delle scuole superiori come lui, ci trasporterà in un mondo più giovane, a metà degli anni ’90.

Quarta stagione della serie, colpisce soprattutto per le scelte estetiche. I colori vengono alterati, il cielo sarà sempre giallo, gli alberi viola e così via. Questa strana combinazione di colori può piacere o meno, è molto particolare e personalmente non l’ho apprezzata fino in fondo. Anche i protagonisti cambiano stile grafico e vedremo come si passi da corpi super muscolosi a lineamenti più morbidi e fisicità meno possenti.

Il JoJo di questa stagione, Josuke, è forse quello più carismatico di tutta la serie. Un giovane studente giapponese con dei buffi capelli, capace di curare le persone e di riparare gli oggetti con il suo stand Crazy Diamond. Il problema più grande di Diamond is Unbreakable, però, è l’enorme quantità di episodi riempitivi.

Nella prima metà dell’opera infatti avremo episodi che poco o nulla servono per l’avanzamento della trama ma, a conti fatti, parliamo circa di 6 ore e mezza che si sarebbero potute tranquillamente riassumere in una decina scarsa di puntate, anziché in 20. Questo è infatti uno dei principali scogli che mi ha reso ostica la visione, almeno nella prima metà.

Discorso diverso per la seconda metà, quella dedicata a Kira, il cattivo migliore di tutti i JoJo. Serial Killer con il pallino della vita tranquilla, vedrà i suoi malvagi piani sconvolti da una serie di circostanze apparentemente banali. La lotta con Kira non è quindi fisica, ma piuttosto psicologica, una caccia all’uomo per la città di Morioh. Se questa stagione fosse formata solo dagli episodi della seconda metà, forse sarebbe la più bella in assoluto.

5. Golden Wind

Giorno Giovanna è un piccolo delinquente che vive a Napoli. Gli viene offerta l’opportunità di entrare in Passione, la più importante organizzazione criminale della città. Lui accetterà ma con un solo obiettivo: eliminare il boss, così da fermare lo spaccio di droga tra i giovanissimi. Per distruggere Passione dall’interno si farà quindi aiutare dal malavitoso Bucciarati e dalla sua squadra, ma le cose si complicheranno e scoprire l’identità del boss sarà sempre più difficile.

La prima cosa che mi ha colpito di Golden Wind è l’estetica, incredibilmente brillante e piena di dettagli. I colori irrealistici di Diamond is Unbreakabale lasciano il posto alla bellezza dei paesaggi italiani, da Napoli a Roma, passando per Venezia e la Sardegna. Ciascuno è stato riprodotto con estrema cura, e guardare queste puntate è un po’ come viaggiare assieme ai nostri protagonisti. Loro, tra l’altro, credo siano tra i più interessanti visti finora.

Oltre agli splendidi ed appariscenti vestiti, chiaramente ispirati all’alta moda, sono stati caratterizzati in modo più intelligente, dal momento che ciascuno verrà introdotto da una breve spiegazione del proprio background. Tutti i membri della gang di Passione hanno qualche episodio dedicato al racconto delle loro storie e di come la vita li abbia portati sulla cattiva strada. Questo aiuta ad empatizzare con loro e, quindi, a rattristarsi durante alcune sequenze della stagione. Su tutti, i sopracitati Giorno Giovanna e Bruno Bucciarati risultano i più riusciti.

Il cattivo di turno, Diavolo, non è un brutto personaggio, ma rispetto a Kira risulta sicuramente meno incisivo e ci si affeziona meno, anche perché compare effettivamente solo nelle ultime puntate. Il resto dei nemici invece, è sicuramente più pensato rispetto a quelli delle precedenti stagioni e i loro poteri permettono di creare scontri basati più sulla logica che non sulla forza bruta. E poi, quasi tutti i personaggi hanno nomi che ricordano piatti della cucina italiana: Gelato, Abbacchio, Risotto Nero, Pannacotta…come non amarli?

In conclusione, con questo articolo ho voluto fornire una brevissima panoramica di quello che è JoJo, una delle serie più interessanti che abbia mai visto. Non fatevi spaventare dall’alto numero di puntate, vi garantisco che una volta iniziato sarà difficile smettere di guardarlo.

Dove vederlo:


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