L’altra metà di Alice Wu, Platone nel 2020


L'altra metà

Il primo maggio 2020 è uscito, su Netflix, L’altra metà diretto da Alice Wu. Durante il lungometraggio si racconta di come le vite di tre adolescenti si intrecciano e influenzano a vicenda.

Ellie Chu (interpretata dall’attrice Leah Lewis) è una 17enne introversa e intelligente che vive nella città di Squahamish assieme al padre, dopo la morte della madre. Ellie sfrutta le sue doti nella scrittura, per svolgere i saggi al posto dei compagni di scuola in cambio di soldi. La sua routine, però, viene scombussolata quando lo sportivo Paul Junsky (interpretato da Daniel Diemer) le chiede di scrivere per lui una lettera, per la ragazza della quale è innamorato. La ragazza in questione è Aster Flores, interpreta da Alexxis Lemire. Ellie, all’inizio, esita ma ha bisogno dei soldi che Paul le offre quindi accetta e ben presto si ritrova a dover affrontare alcuni aspetti della sua vita che ignorava.

Il film comincia con la voce di Ellie Chu che racconta il mito dell’androgino. Questo mito è uno dei più belli e conosciuti, raccontato da Platone nella sua opera Il Simposio. Forse non tutti sanno chi l’ha scritto, a che periodo risale o perché è stato creato ma certamente sanno di cosa parla.Gli antichi greci, stando al mito, sostenevano che in passato esistessero tre generi. Ciascun genere era formato da due persone legate fisicamente: due maschi costituivano il genere maschile, due femmine formavano quello femminile; un maschio e una femmina, infine, creavano il genere dell’androgino. Zeus, temendo la loro forza, decise di dividere queste coppie di umani. Da allora il nostro genere è costretto a vagare per cercare la sua metà mancante.

La sceneggiatrice e direttrice Alice Wu ci introduce nella semplice vita di Ellie Chu: un’adolescente asiatica che vive nei pressi di una ferrovia.
Fin dai primi minuti veniamo trascinati in un luogo poetico dove tutto sembra rallentare. Le inquadrature, i silenzi, i dialoghi paiono essere studiati per rendere il perfetto equilibrio della vita: momenti comici alternati a quelli più seri.

Il film, del resto, è proprio una miscela di diversi generi: sentimentale, commedia e dramma. Il lento andamento, però, si tramuta e dopo un momento imprecisato gli eventi accadono in successione troppo rapida. Giungiamo a un finale che, messo in confronto con la parte iniziale, sembra “una semplice bozza”. Potrebbe essere interpretato come una scelta volontaria in quanto la fine è appena l’inizio della vita per questi tre giovani che imboccano strade diverse per andare a cercare la metà mancante.

Questo film attira l’attenzione non solo perché, oltre a quella dell’amore, affronta molte altre tematiche tipiche del periodo dell’adolescenza: la famiglia, il futuro, la scoperta della propria identità e anche la religione. Troppa carne al fuoco? Potrebbe essere, Alice Wu ha provato a raccontare qualcosa di complesso in modo semplice. Non è facile dire se ci sia riuscita ma di certo ha creato un piccolo mondo degno di nota.

Degni di nota sono anche altri fatti, come la scelta di inserire delle brevi pause segnate da citazioni di personaggi noti. Abbiamo, dunque, la sensazione di star leggendo un libro dove la fine di un capitolo e l’inizio di quello successivo è segnato da una nuova frase. In ogni capitolo, poi, il legame tra i tre giovani diventa sempre più forte e complesso finché non rischia di soffocarli e solo un percorso di crescita individuale li porterà a capire cosa manca loro per sentirsi completi.

L’altra metà è un film di formazione attuale che presenta aspetti originali e innovativi ma anche imperfezioni e cliché tipici delle commedie adolescenziali americane. Un esempio di cliché è la figura di Trig Carson (interpretato da Wolfgang Novogratz), fidanzato di Aster. Trig è il tipico studente stereotipato: popolare, bello, sportivo e stupido. Rispetto agli altri personaggi, quindi, la sua presenza stona e finisce per apparire meno reale.

Chi dovrebbe guardare L’altra metà?
Pur tenendo conto dei difetti potremmo dire chiunque, o meglio: chiunque sia uscito da quell’età dolceamara che è l’adolescenza e voglia tuffarvisi una seconda volta; chiunque abbia un’anima poetica come la nostra Ellie; chiunque lungo il suo percorso di crescita si sia sentito solo o confuso e chiunque sia in cerca di qualcosa come la metà mancante.

Articolo a cura di Areeba Aksar


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