Live Report | Ritrovarsi nelle parole degli altri con Gregorio Sanchez

Il cantautore bolognese Gregorio Sanchez ritorna in scena con un EP, Dalle parole degli altri, che ha presentato dal vivo all'Arci Bellezza.


Nella serata di sabato 21 gennaio sono tornata all’Arci Bellezza in occasione del concerto di Gregorio Sanchez in Palestra Visconti. In questa speciale occasione l’artista ha presentato per la prima volta dal vivo il primo di due EP Nelle parole degli altri, pubblicato lo scorso 18 novembre per Garrincha Dischi.

Dopo l’esordio con l’album Dall’altra parte del mondoGregorio Sanchez torna sulle scene con questo lavoro che ha origine – ci racconta durante il live – da una frase: “prima di nascere, esistevamo nelle parole dei nostri genitori”. Il cantautore racconta così queste parole così significative.

L’ho letta da qualche parte a Bologna. Inizialmente ho pensato fosse la solita retorica sul muro, poi ha iniziato ad acquisire sempre più significato. Il pensiero che le parole potessero piegare il tempo ha iniziato a spiralizzare e inquietarmi, fino a diventare prima un testo, poi un album.

Il disco Nelle parole degli altri

Nelle parole degli altri è la prima parte di un lavoro in studio più grande che ci verrà svelato con il tempo. Questo nuovo lavoro vede sempre la produzione di Pietro Paroletti, in arte Golden Years, con il quale l’artista aveva collaborato anche nei suoi lavori precedenti.

Questo disco rappresenta, sin dalle sonorità, un viaggio cosmico, che crea un collegamento tra i ricordi del passato, l’attuale presente e il futuro. Questo primo EP viene definito come una macchina del tempo che “permette di comunicare con chi non c’è più e, al contempo, dare un’esistenza a qualcuno che ancora non esiste“.

L’EP prende avvio proprio dalla title track che è portatrice del concetto fondante di questo lavoro, descritto in precedenza. È una canzone che ci mostra la delicatezza, alla quale Gregorio ci aveva abituati con i brani precedenti, che però si coniuga bene con i ritmi rapidi e intensi del pezzo.

“Anima mia non piangere mai/che fai troppo rumore e qui la gente deve lavorare”: il ritornello di Disperati mi fa pensare immediatamente a Milano, città dove lavora e vive il cantautore. Durante il concerto, infatti, lo stesso artista conferma la mia idea iniziale, raccontando di come questa canzone sia nata nel capoluogo lombardo.

Il terzo brano è Estate, un pezzo malinconico come il sentimento che arriva alla fine della bella stagione. Non resta quindi che essere speranzosi del futuro che ci attende: “Ma dall’anno prossimo si pensa un po’ meno/e invece si rimane solo ad ascoltare“.

SN1987a chiude il disco. Il curioso titolo rimanda a una supernova che è esplosa oltre 160 mila anni fa ed è risultata visibile dalla Terra a partire dal 23 febbraio 1987, lo stesso anno in cui è nato Gregorio Sanchez.

ll racconto del concerto di Gregorio Sanchez

Poco dopo le ore 22 ha avuto inizio il concerto. L’artista bolognese ci porta nel suo mondo così delicato ed elegante, con canzoni scritte alla chitarra ma con arrangiamenti che vengono risaltati dal vivo grazie alla presenza della band che lo accompagna in questo appuntamento speciale (Edoardo Nanni, Luca Rizzoli e Giacomo Di Paolo).

Il concerto è una vera e propria festa tra amici (riconosco diversi musicisti e produttori tra il pubblico come Dente, Generic Animal e Marco Giudici) che cantano le nuove e vecchie canzoni di Gregorio.

Sono proprio brani del 2019 come Dopo Marte, Vulcani, Indiani che mi ricordano quando ho scoperto questo ragazzo che ha scelto a un certo punto della sua vita di andare a studiare in Austria tra le montagne. Queste esperienze hanno portato Gregorio Sanchez a produrre brani che fanno bene al cuore e all’anima, che trasmettono serenità e pace, come se ci si trovasse per un attimo in un altro luogo, richiamando il primo disco Dall’altra parte del mondo.

Con Bosco verticale e San Giuliano si parla della città che sabato sera ci ha ospitati: Milano. Il capoluogo tanto amato e odiato dalle persone, è la città dove Gregorio lavora e vive.

Dall’amore nella prima parte del concerto, si passa a parlare di morte. Lo dice Gregorio, sorridendo, proprio per voler indicare questo aspetto inevitabile della nostra vita e anche del suo lavoro come medico. Tema che viene abbracciato da brani come SN1987a e Estate. Nel primo pezzo, viene messo in rilievo il passato che non si può più rivivere e che in qualche modo bisogna lasciarsi alle spalle. Nel secondo brano citato, invece, emerge l’idea del non accettare totalmente la perdita di una persona e il voler cercare comunque una connessione con questa.

La serata si conclude in maniera semplice e senza grandi fronzoli, Gregorio Sanchez saluta il pubblico e lo ringrazia per aver partecipato a questa serata così speciale.


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