Senhit, la nostra intervista


Senhit

In occasione dell’uscita del suo nuovo singolo Un bel Niente abbiamo intervistato Senhit, cantante bolognese con alle spalle una brillante carriera internazionale e nel mondo del teatro. Dopo un lungo periodo all’estero ha infatti deciso di fare ritorno a casa per incidere il suo primo disco totalmente in italiano.

Raccontaci, chi è Senhit?

Mi chiamo Senhit, sono italianissima ma di origine eritrea. Ho sempre voluto cantare anche se contro il volere di mio padre. Lui riteneva il mondo dello spettacolo effimero e superficiale, mentre mia mamma dava grande libertà artistica a tutti i figli e quella tra noi figli che ha deciso di lavorare poi nel mondo dell’arte sono stata io. Ho fatto qualche anno di università, ho fatto i primi concerti cono gli amici, mia mamma mi ha detto che c’era un’audizione per un musical e io che seguivo molto il teatro ne sono stata entusiasta fin da subito. Questo spettacolo era affidato ad una produzione piccola e privata ma capitanata da Massimo Ranieri, uno dei miei punti di riferimento nel mondo del teatro. È stata la mia manna, mi ha aperto un mondo, inoltre ho anche avuto il coraggio di andare da mio padre per dirgli che mi fermavo con l’università per poter trasformare questa passione in un lavoro. È andata bene alla fine, ho avuto la fortuna di lavorare con un sacco di personaggi illustri, a cominciare da Ranieri, severissimo ma molto bravo, che mi ha dato la presenza scenica che poi mi sta aiutando ad affrontare i live. Dopo mi sono spostata all’estero per un po’ e ho infine deciso di tornare a casa perché per me Bologna è come Itaca, sento il bisogno di tornare ogni tanto, anche se solo per qualche mese.

Com’è avvenuto il tuo debutto nel mondo della musica invece?

È avvenuto dopo l’incontro con la Panini, la multinazionale che si occupa di figurine a livello mondiale. Oltre a questo aspetto ha deciso di buttarsi anche nel mondo della musica e così, dopo un incontro, mi propongono di affrontare il percorso da solista. Decido di salire al volo su questo treno e ormai collaboro con loro da diversi anni. Ho vissuto molto tempo a New York e Los Angeles proprio grazie alla Panini ma in fondo ho sempre voglia di tornare a casa. Qualche anno fa ho incontrato questo nuovo management e mi sono circondata di ottimi collaboratori. Dark Room è stato il primo singolo e lo abbiamo portato in giro per le piazze e per l’Italia e adesso è uscito Un bel niente, il secondo singolo.

Com’è collegato il tuo nuovo album con la voglia di tornare in Italia?

Ho fatto 3 album in inglese e anche in altre lingue, quindi produzioni estere. Ma il mio primissimo debutto è stato in italiano quindi avevo bisogno di tornare a cantare in italiano, per mille motivi. Perché mi sentivo pronta, perché avevo come la sensazione di potermelo permettere… sentivo di essere pronta a lottare contro gli ostacoli. In primis il management voleva che cantassi in inglese per avere un respiro internazionale, però questa era l’occasione per fermarsi e aprire una parentesi in italiano.  Sentivo giusto farlo in questo istante, era qualcosa di urgente. Dark room è misteriosa, volevo creare un po di mistero e un po di analogia con tutto quello che sta succedendo in questo periodo a livello di app, incontri, conoscenze attraverso internet. Un Bel Niente è invece una canzone molto fresca ma in grado di far riflettere, nonostante abbia un bel groove e una bella grinta.

Dicevi che questo è il momento storico adatto per fare uscire questo tuo album in italiano. Ti chiedo quindi quanto, secondo te, un artista debba esporsi con la propria ideologia, sia questa politica, sociale o di qualsiasi tipo.

Secondo me è sempre una questione di misura. Sicuramente noi cantanti siamo più esposti di tanti altri riuscendo a raggiungere un ampio pubblico ma bisogna ovviamente misurarsi nelle parole e nelle cose in cui si crede. Io rimango una cantante e ho voglia di cantare, ma voglio cantare quello che sento io in questo istante. Non voglio essere la paladina dei diritti per i neri o per qualsiasi altra libertà, ovvio però che ho una mia opinione, un mio giudizio… quindi secondo me è molto sottile come discorso. Avevo voglia di cantare in italiano perché l’Italia, nonostante quello che sta vivendo adesso, rimane uno stato molto aperto , molto accogliente e quindi mi sentivo pronta… a parte che io sono italiana! Però sai, sono nello stesso tempo diversa da te, ho un incarnato perennemente abbronzato! [ride] La gente spesso però si ferma solo alle apparenze.

Quanto credi che i social possano contribuire al successo al giorno d’oggi?

Secondo me i social inizialmente servono molto ma sul lungo termine bisogna vedere se la qualità resta. Nell’immediato è utilissimo, si può raggiungere moltissimo pubblico e riesco a far sentire meglio un brano meglio che non su una radio. Ovvio è che se la canzone piace lo si vede nel tempo, se la canzone non piace non servono a nulla nemmeno i social! Dipende sempre anche da come li si usa. Io sono pigramente attiva, mi piace pubblicare foto, mi piace aggiornare il mio pubblico ma cerco di lasciar fuori qualche parte della mia vita privata e dei fatti miei. Ma anche con il telefono, devo impormi delle regole altrimenti dopo diventa una dipendenza!

Ringraziamo ancora Senhit per la disponibilità e di seguito alcuni link utili:


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