Smile: Katy Perry torna a sorridere con il nuovo album

Tra una risata, un pianto e una fuga alle Hawaii Katy Perry ci accompagna dentro il suo nuovo mondo: Smile.


Katy Perry Smile

È uno dei dischi più attesi del 2020 e finalmente possiamo dirlo, da oggi è disponibile in tutti gli store fisici e digitali Smile: il nuovo album di Katy Perry.

Era il 24 agosto 2010 quando una giovane californiana, agli albori della sua carriera, pubblicava Teenage Dream. L’album passò alla storia per aver raggiunto con tutti i 5 singoli estratta la vetta della più importante classifica americana, a condividere tale record vi è solamente un altro artista: Michael Jackson. A 10 anni esatti dal disco che consacrò Katy Perry nell’Olimpo delle popstar la cantante oggi è pronta a presentare al mondo il suo nuovo lavoro: Smile.

Katy Perry Smile

C’è una cosa che Katy Perry ha fatto capire al mondo con Smile: nulla può fermarla! La Perry, da vera professionista, ha sempre continuato a portare avanti il suo nuovo lavoro lasciandosi alle spalle la depressione e la pandemia globale in corso, continuando a regalarci interviste, esibizioni, videoclip, il tutto mentre portava a termine, in splendida forma, la sua prima gravidanza, davvero sorprendente!

Per la cantante il nuovo disco ha un solo obiettivo: riportare un sorriso sul volto delle persone. Noi siamo pronti ad addentrarci in questo nuovo viaggio e ritrovare il nostro “smile”… iniziamo.

1. Never really over – 3:44

È il primo singolo estratto dal progetto. Fin dal primo ascolto Convince subito, il ritornello è martellante ed è impossibile toglierselo dalla testa. La base è molto semplice, sembra infatti uno spensierato tormentone estivo, ma con un ascolto più accurato si può percepire dal testo quel velo di malinconia che rimane quando una relazione giunge ormai al termine e quella piccola voglia di riprovarci nonostante tutto… insomma “it’s never really over” (non è mai realmente finita).

A distanza di un anno dal suo rilascio possiamo affermare che questo singolo sia stato apprezzato dai fan e dal pubblico in generale sebbene non abbia brillato in termini di vendite e classifiche .

2. Cry about it later – 3:10

Gli elementi elettronici, la voce, il testo, la base: tutto è al posto giusto in questa traccia. “Piangerò dopo, stasera mi diverto” canta quasi ossessivamente Katy durante il brano, come se la popstar avesse bisogno di ripeterselo così tante volte in modo da autoconvincersi.
Cry about it later è una di quelle canzoni che più si va avanti durante il suo ascolto e più la si apprezza a tal punto che una volta conclusa la tentazione di riascoltarla è davvero forte… chi riesce a non cedere?

3. Teary Eyes – 3:03

Questa canzone è un po’ il riflesso di quello che la cantate ha vissuto negli scorsi anni. In un periodo scuro, buio, in cui lo sconforto e la tristezza dominavo le sue giornate ecco che Katy riesce a trovare una via di fuga: ballare attraverso la pioggia delle proprie lacrime.
Un po’ sull’onda di Rain on me di Lady Gaga ft Ariana Grande, Teary Eyes fin da subito riesce a stuzzicare le nostre orecchie, il merito in parte è dovuto alle sonorità anni ’90 che si sposano bene con il testo di questa traccia.
Il ritornello è un po’ ridondante, ma ha un suo perché: farci ballare, o come dice Katy: “Continuiamo a ballare nonostante questi occhi un po’ lucidi”.

4. Daisies – 2:54

Uscita il 15 maggio su tutte le piattaforme Daisies è il terzo singolo estratto dal suo quinto progetto discografico. Il brano midtempo entra direttamente nel cuore di chi l’ascolta. “Why can’t be me” afferma più volte la cantante nel ritornello come se volesse gridare al mondo intero la difficoltà che ha avuto nel mostrare la sua vera aurea in un personaggio che ormai iniziava a calzarle un po’ stretto: Katy Perry.

La canzone è un invito a rimanere fedeli a se stessi, ai propri sogni e valori. Non importa quanto essi possano essere grandi, l’importante è crederci senza paura di poter essere bloccati da qualsiasi tipo di limite, come dice la popstar nel brano: “gli altri potranno dirmi che sono pazza, ma non gli permetterò mai di cambiarmi”.

5. Resilient – 3:08

Katy Perry è una persona resiliente e con questa traccia ce lo dimostra in tutte le sue sfumature. La canzone ci cattura immediatamente, del resto come possiamo rimanere indifferenti alla voce angelica della cantante.
Nei suoi 3:08 minuti si respira quell’atmosfera di pace, tranquillità che è possibile trovare solamente una volta finita la tempesta… ma dopotutto, come canta Katy all’inizio del brano, “se vuoi vedere l’arcobaleno prima deve esserci la pioggia”.

6. Not the end of the world – 2:59

Il clima ad un tratto diventa misterioso, cupo, ma come ci ricorda Katy Perry: “Non è la fine del mondo, anzi è solo l’inizio. Brucia le tue paure e non perdere le tue speranze”. Le sonorità ricordano un po’ Black Widow di Iggy Azalea e Dark Horse della stessa Katy. Con questo brano la popstar strizza un occhio al genere R&B / Trap, con un risultato davvero ottimo. La traccia ha tutte le carte in tavola per essere il futuro singolo, chissà quale sarà il suo destino.

7. Smile – 2:46

Eccoci catapultati con questa canzone nel genere pop più puro. Fin dai primi secondi siamo accolti da un’atmosfera festosa, ma non è un caso dal momento che il brano è una celebrazione al ritorno a stare bene con se stessi e alla serenità riconquistata.

Definire questa traccia una semplice “canzonetta” sarebbe davvero riduttivo, il singolo è un vero e proprio inno alla vita (o, come meglio preferisce definirlo la cantante) un “ritorno a sorridere”. Le sonorità non sono nuove alle nostre orecchie, forte è il richiamo ad alcuni vecchi lavori della popstar come Birthday e This is how we do, ma il testo di Smile è di gran lunga più maturo e profondo.

8. Champagne Problems – 3:17

“Una volta fatto il lavoro sporco, il resto sono solamente problemi da champagne”. È questa la metafora che la cantante usa per indicare come spesso, in una relazione, molti problemi in realtà non sono degli ostacoli insormontabili, ma semplicemente dei “problemi da champagne” e per questo non c’è alcun motivo per arrendersi e chiudere la relazione.
Il brano è orecchiabile, fresco: il perfetto compagno per queste ultime serate estive.

9. Tucked – 3:08

Ecco che le sonorità degli anni ’90 ritornano a trovarci. Questa traccia sembra essere uscita direttamente dal suo album Teenage Dream. Spensierata, sbarazzina, disinvolta: insomma la classica canzone alla Katy Perry. Di certo non passa inosservata… una volta ultimato l’ascolto, il suo ritornello così catchy ancora ci ronza in testa.

10. Harleys in Hawaii – 3:06

L’atmosfera si fa decisamente più sexy. In Harleys in Hawaii vediamo la cantante abbandonare la sua comfort zone per avvicinarsi a sonorità più urban. In questa traccia Katy Perry decide di evadere per un istante alle Hawaii ed ecco così che il testo si fa più leggo, improvvisamente siamo avvolti da un’aria fresca e si respira spensieratezza… senza ombra di dubbio è la traccia più sperimentale dell’album, ottima è stata la decisione di rilasciare questo brano come singolo… peccato che non abbia ottenuto la giusta considerazione. Chissà se dopo la pubblicazione di Smile avrà un’altra possibilità?

11. Only Love – 3:19

Only Love è una ballad midtempo e calza perfetta all’interno dell’album.
Il nostro viaggio sta per concludersi, questa traccia è un po’ una boccata d’aria fresca… dopo aver ballato, sorriso, aver superato la fine del mondo, i problemi dello champagne ed essere fuggiti alle Hawaii ecco che Only Love ci permette di fare una piccola sosta prima dei saluti finali.
Spensierata, raggiante, questa traccia sa il fatto suo. Nonostante sia il penultimo brano di Smile di certo non ha il timore di poter essere oscurato dalle canzoni che lo precedono. Ottimo lavoro Katy!

12. What makes a woman – 2:12

È probabilmente la traccia che tutti noi eravamo impazienti di ascoltare, anche perché, come dichiarato dalla cantante, è il brano più importante di tutto l’album, non a caso è dedicato a sua figlia appena nata.

La nostra attesa non è stata vana. La canzone è una ballad e probabilmente è una delle più belle mai realizzate dalla cantante. Più volte Katy Perry si chiede che cosa rende una donna, una vera donna e l’unica risposta che riesce a darsi alla fine è che “potresti trascorrere tutta la tua vita intera a cercare di capirlo, ma non riusciresti, sarà sempre un mistero… ed è questo quello che per me è una donna”.
Peccato per la durata! È davvero breve, i suoi 2:11minuti passano subito.

Così sulle note di questa canzone si conclude il nostro viaggio all’interno del mondo di Katy Perry. Con Smile la popstar sembra aver ritrovato un nuovo equilibrio e, finalmente, se stessa. Non è un caso se il nostro viaggio inizia con una Katy che canta “I’m losing myself control” (sto perdendo il controllo di me stessa) e si conclude con un “There it is Katheryn” (lì c’è Caterina, il nome di battesimo della cantante).

Katy Perry Smile

Smile è un progetto che mostra un’ulteriore evoluzione della popstar, già avviata con l’album precedente: Witness. Più che evoluzione forse sarebbe più opportuno parlare di “evasione” da Katy Perry… insomma, la maggior parte di coloro che amano e seguono la musica (e la cultura) pop avevano conosciuto la Perry come la popstar mora per eccellenza, ma con questo nuovo lavoro ci troviamo di fronte a una nuova Katy, ora è una mamma, una donna, ma soprattutto oltre ad essere Katy Perry lei è Katheryn Hudson e in questo album è lei la vera protagonista. Katheryn (a differenza di Katy Perry?) non ha paura di mostrare i suoi lati più veri ed intimi.

Smile: promuovere o bocciare?

Mi sento di promuovere a pieni voti Smile, è davvero un buon disco pop, di certo le sonorità presenti al suo interno non sono una novità nel panorama musicale, ma non per questo sono noiose o banali alle nostre orecchie… del resto il progetto discografico non ha tale pretesa. Il piano compositivo dei testi è il vero valore aggiunto di questo album in studio, nelle 12 tracce abbiamo modo di vedere i lati più umani della popstar che si mostra davvero coinvolta e presente. Il progetto nel suo insieme si mostra solido, compatto, a differenza del suo album precedente, è chiara la decisione che questa volta Katy Perry ha intrapreso.

A mio parere Smile potrebbe tranquillamente salire sul podio degli album più riusciti della popstar, inoltre è doveroso riconoscere alla cantate il coraggio di aver voluto pubblicare un album dalle sonorità pop in un periodo commerciale in cui la musica di questo genere non cattura più l’attenzione come un tempo. Le sonorità frizzanti, fresche, le atmosfere festose, colorate sono l’ideale per questo periodo estivo e per questo consiglio l’ascolto dell’album non solo agli amanti della musica pop, ma anche a coloro che vogliono rilassarsi e passare queste ultime calde settimane in compagnia di canzoni non troppo impegnative e allegre.
Come canta Katy Perry in Smile, “Finally got back that smile” (finalmente è ritornato quel sorriso) e noi non possiamo che essere felici per lei.
Ben tornata Katy!


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Isaia Galli

21 anni, studio Scienze Psicosociali della Comunicazione all'Università Milano-Bicocca. Amo la musica, nuotare e stare sempre aggiornato sull'attualità e il mondo della tecnologia. Il mio motto è: "Change your thoughts and you'll change your world".

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