Sweeney Todd, l’esclusiva intervista a Claudio Insegno

Sweeney Todd sarà in scena al Teatro Nuovo di Milano dal 14 al 17 novembre.


Sweeney Todd

Sweeney Todd è stato uno dei più emblematici personaggi interpretati da Johnny Depp, ma quanti di voi sanno che deriva da un’opera teatrale? L’originale, firmata da Steven Sondheim, ha incantato il pubblico di tutto il mondo ma in Italia questo spettacolo non è quasi mai stato fatto.

In occasione dell’uscita teatrale a Milano abbiamo quindi intervistato Claudio Insegno, regista e portavoce di un nuovo modo di fare teatro.

Per iniziare ti chiederei una breve introduzione dello spettacolo.

Sweeney Todd è uno spettacolo molto particolare, soprattutto perché non è quasi mai stato fatto in Italia. Appartiene ad un genere diverso rispetto a quello a cui siamo abituati. Di solito andiamo a vedere spettacoli musicali molto riconoscibili come Grease o La febbre del sabato sera mentre questo, rispetto ad un normale musical, ha un numero di parti parlate ridotte all’osso. É un genere completamente diverso, è un genere operistico. Di solito siamo abituati a commedie o storie d’amore mentre questo è molto più drammatico, c’è molto sangue all’interno dell’opera e ne ho aggiunto anche più dell’originale!

Un modo per renderlo più divertente!

Esatto! È un modo per renderlo alla portata di tutti, cercando di avvicinarlo di più al film. Per quanto riguarda invece la trama, è quella di un uomo allontanato dalla propria famiglia. Dopo anni torna per vendicarsi e ritrova la moglie morta e la figlia quasi in ostaggio da parte di questo antagonista. Decide quindi di vendicarsi ed ucciderlo, grazie anche alla complicità di una donna che vende tortini di carne di pessima qualità…ma da quando inizierà a macellare carne umana gli affari andranno a gonfie vele!

Prima parlavi della complessità della colonna sonora, pensi che possa essere una difficoltà per chi seguirà l’opera?

Abbiamo cercato di fare uno spettacolo alla portata di tutti perché, non essendo molto famoso, dovevamo renderlo accessibile. Steven Sondheim ha comunque fatto un lavoro eccelso con le musiche, molto difficili da seguire ma anche molto belle, non possono non piacere. Dentro questo spettacolo ci saranno tante emozioni: il divertimento, la paura, l’ironia, la violenza, la malinconia e la vendetta che fa sempre bene ad ogni storia. Ha tutte le caratteristiche per poter diventare una nuova versione di musical. Per adesso nelle repliche abbiamo notato che tante persone ci hanno detto “avete fatto bene, almeno così abbiamo visto qualcosa di nuovo”.

Lo Sweeney di Tim Burton è stato lodato dalla critica sia per i suoi costumi che per le sue scenografie, come vi siete mossi su questo aspetto?

I costumi sono eccezionali e anche dal punto di vista scenografico Francesco Fassone ha ricalcato una Londra fumosa dell’800, usando solo “quattro pezzi di legno” come dico io. Perché poi la scenografia del vero teatro si fa col legno, bisogna solo saperlo adoperare bene come una volta, basta con queste proiezioni che si avvicinano di più al cinema che altro!

È un modo per concentrarsi sugli attori, no?

Assolutamente, anche se comunque la scenografia è curata e saprà regalare molte sorprese! Tutto però all’insegna della semplicità. Un altro punto di forza è il linguaggio, che non è quello dell’Ottocento ma è più vicino al linguaggio parlato quotidianamente. Il tutto insomma è stato reso più “pop” …ma solo leggermente, senza esagerare! Quanto basta per renderlo più fruibile.

Possiamo vedere queste modifiche come un modo per avvicinare i giovani a teatro? Spesso molti ragazzi della mia età non sono abituati a questo tipo di spettacolo.

Io ho sempre pensato a questo in fase di preparazione dello spettacolo.  Le persone di mezza età sono sempre disponibili per il teatro e idem i pensionati. Sono i giovani che non abbiamo quasi mai, dobbiamo rendere perciò gli spettacoli più divertenti per attrarli. In questo modo siamo riusciti a fare appassionare i ragazzi ad un mondo che, magari, non avrebbero mai deciso di esplorare. In questo caso, vuoi per il film di Tim Burton, vuoi perché ho cercato di rendere lo spettacolo più divertente, diciamo che abbiamo centrato l’obiettivo.

Devo dire però che è facile vincere con degli attori sensazionali ed incredibili come Tognocchi, Taverni, Leonardi, Ferrarini e tutti gli altri, ormai li chiamo gli Avengers del musical! Perché sono dei supereroi, saper cantare così bene quel genere musicale è una cosa da pochi. Non a caso sono stati scelti tra quasi 1000 candidati…è stato un lavoro impegnativo ma almeno abbiamo la certezza di aver trovato i migliori sul campo. Poi ci sarà anche l’orchestra dal vivo e abbiamo accorciato di 20 minuti, perché l’originale durava tantissimo. Adesso dura circa due ore ed è decisamente più fruibile dal pubblico… non vorrei che lo spettacolo venisse scambiato per un rapimento!

L’opera, come dicevi, mescola horror, dramma e commedia. Quanto è stato complicato per gli attori immedesimarsi in personaggi con così tante sfaccettature?

È stato molto complicato perché loro devono cantare ed interpretare allo stesso momento. Abbiamo anche avuto poco tempo per provare ma la fortuna ha voluto che io avessi accanto persone molto brave e professionali che hanno ottenuto fin dall’inizio quello che io volevo da loro. La difficoltà è stata quindi la tempistica e per risolverla è bastato dormire meno e studiare di più!

Recentemente sono stato al Teatro Nuovo a vedere l’Esorcista e a breve ci sarà anche Sweeney Todd… mi chiedevo quindi se ci fosse un ritorno dell’horror a teatro.

Anche io ho visto l’Esorcista a teatro, essendo sia un amante dell’horror che del film, devo dire che funziona. L’horror è difficile da far funzionare a teatro ma se è fatto bene può far tornare di moda questo genere. Spero che sia così perché le emozioni che provi a teatro non le provi al cinema, sono più forti. L’Esorcista mi ha emozionato tanto in alcuni momenti, meno in altri, ma in quel caso avevo un forte termine di paragone che era il film. Nel nostro caso, Sweeney Todd è molto meno conosciuto quindi possiamo maggiormente puntare sull’effetto sorpresa! Vorrei però fare un grande horror a teatro, magari molto splatter come La Casa o La Notte dei Morti Viventi.

Ringraziamo ancora Claudio Insegno e il Teatro Nuovo per la disponibilità e, di seguito, alcuni link utili:


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