A visual protest: l’arte di Banksy approda al MUDEC


Banksy Mudec

“Amo i graffiti. Amo questa parola. I graffiti sono per me sinonimo di meraviglia”

Queste sono le parole che Banksy utilizza per descrivere la sua arte, la cifra stilistica inconfondibile che l’ha reso famoso ad un pubblico mondiale.
Il MUDEC – Museo delle culture di Milano ospita dal 21 novembre 2018 al 14 aprile 2019 un progetto espositivo dedicato ad uno dei maggiori esponenti della street art contemporanea. La protesta visiva, curata da Gianni Mercurio, raccoglie circa 80 lavori tra dipinti ed edizioni limitate, oggetti e fotografie

La mostra, promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ore, viene introdotta nel primo spazio espositivo mostrando ciò che era il mondo di Banksy prima di Banksy, ovvero le sue ispirazioni: il situazionismo, le proteste del 1968 ed i writers di New York degli anni 70’ e 80’. Queste rappresentano per l’artista alcuni espliciti riferimenti per modalità espressive come lo sono stati anche il mondo del fumetto e della cultura punk.

Siano le strade un trionfo dell’arte per tutti”: l’appello di Majakovskij durante gli anni della Grande Rivoluzione Sovietica. Alla fine del secolo, questa idea rivoluzionaria ritorna ad essere espressa in forme di ribellione diverse e disimpegnate, trova le sue declinazioni nell’arte di molti giovani. Questa viene ridefinita negli anni seguenti dallo stesso Banksy, il quale mette in parallelismo la street art che trova nella strada il luogo ideale nel quale mettere in atto una contro-egemonia, con il potere che esercita il proprio predominio culturale attraverso i mass media.

Love is in the air, 2003

L’artista utilizza una serie di tecniche artistiche create ad hoc per essere veloci, seriali e riproducibili, come è di esempio il detournement, ossia l’intervento su copie di opere esistenti e spesso universalmente conosciute, con l’inserimento però di alcuni elementi stranianti che ne modificano il significato.

In mostra sono presenti anche i famosissimi ratti che assumono per lui una dimensione metaforica: sono il paradigma dei writers. Come i ratti popolano le fogne , le aree degradate e i luoghi angusti, così anche i graffitisti si muovono nascosti nella notte per marchiare i muri.

Ecco uno dei temi più toccanti nella presentazione: i “giochi” di guerra. Molte delle rappresentazioni dell’artista sono di denuncia nei confronti delle guerre e delle logiche che le scatenano: si spazia dal tema dell’industria bellica e dei conflitti di religione allo sfruttamento del territorio.

Spesso Banksy utilizza come soggetti i bambini, i quali rendono il tema della conflitto ed il messaggio espresso nelle tele più immediato e chiaro ed incarnano il concetto di innocenza e di speranza nei confronti del futuro.

Banksy
Bomb Love, Seriografia in edizione limitata, 2003

Non ultimo il tema del consumismo, preso di mira in molte delle sue opere più famose. Viene messo in mostra in maniera netta il clima della società attuale dove la popolazione risulta essere ossessionata dal possesso dei beni materiali che sembrano promettere una felicità che poi viene disattesa: ecco un’altra sua opera che mostra figure che si inginocchiano davanti a un cartello che recita Oggi fine dei saldi, in attesa di una nuova stagione di sconti, come se stessero venerando l’insegna stessa.

Sul finire dell’esposizione si trovano i suoi lavori sui vinili ed i cd. Il pubblico potrà ammirare una sessantina di copertine, tutte dipinte dall’artista che spaziano dalla musica elettronica all’hip pop, dai grandi gruppi musicali fino ai dischi dei Blur e di Paris Hilton.

Si giunge poi alla parte multimediale della presentazione, ormai sempre più presente nelle diverse esposizioni degli ultimi anni, con l’intento di cercare di far avvicinare sempre di più un più vasto pubblico alla visita dei musei. Un documentario, a cura di Butterfly Art News, è stato appositamente realizzato e narra la figura di Banksy, partendo dalla sua storia e spiegando l’approccio artistico attraverso i suoi lavori.

Infine una serie di video, a cura dello studio Storyville, chiudono il percorso raccontando i luoghi del mondo in cui l’artista ha operato con i propri murales, molti di questi nascono in funzione dei luoghi in cui sono realizzati. Per questo motivo infatti, il museo ha scelto di non esporre lavori che potessero essere sottratti da spazi pubblici, ma solo opere appartenenti a collezionisti privati.

Uno tra gli ultimi lavori realizzati da Banksy è stato nel 2017 in Palestina: ha aperto a Betlemme il Walled Off Hotel, con la missione di sensibilizzare il pubblico sulla situazione presente nella nazione. Questo hotel contiene decine di opere dell’autore e presenta un museo dove viene presentata la storia del paese.

La mostra presenta anche delle proposte didattiche per le scuole, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado. I bambini e le bambine potranno avvicinarsi al mondo dell’arte in prima persona, sperimentando anche le tecniche utilizzate dall’artista; i ragazzi più grandi avranno l’occasione di approfondire la natura ribelle dell’arte, che spesso si fa da portavoce di ideali.

La mostra rientra nel più ampio progetto scientifico concepito dal Mudec Geografie del futuro, un racconto sul sapere geografico inteso come rilevamento di territori e culture, anche riflettendo su quali siano i confini della nostra conoscenza del mondo del futuro. In particolare con Banksy la relazione tra geografia e paesaggio è sempre più stretta e ha una valenza sociale, come nel rapporto tra lo scenario urbano e umano, i quali risultano spesso in conflitto.

Link per poter approfondire le opere e la vita di questo artista anonimo ma così famoso: Mudec


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