Bicocca Tips | Sport e politica

Tre consigli per scoprire qualcosa in più sul rapporto tra sport e politica.


Quando si parla o si racconta di sport, che sia un film, un libro o una serie tv, non si finisce mai per raccontare solo di sport. “Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio” disse José Mourinho. Dato che non ci occupiamo solo di pallone, noi potremmo dire: “chi sa solo di sport, non sa niente di sport”. In questo nuovo appuntamento coi Bicocca Tips proviamo ad addentrarci nell’intricato rapporto tra sport e politica. Rapporto che è assolutamente bidirezionale: da un lato sportivi che attraverso il loro gioco offrono al pubblico un messaggio impegnato, dall’altro politici che sfruttano lo sport per fini diversi, in alcuni casi buoni, in altri meno.

  1. 1 Libro | Un giorno triste così felice (2014) di Lorenzo Iervolino


    66thand2nd è una casa editrice relativamente giovane, fondata a Roma nel 2008. Come spiegato sul sito ufficiale, il nome deriva dall’incrocio delle due strade newyorchesi. La letteratura sportiva negli ultimi anni ha vissuto un vero e proprio boom, praticamente ogni giorno esce un nuovo titolo. Certo, non tutti hanno lo stesso valore. I libri editi da 66thand2nd, in particolare quelli della collana Vite Inattese, di cui fa parte anche il nostro Un giorno triste così felice, hanno avuto senza dubbio il merito di innovare il modo in cui si parla e si scrive di sport nel nostro paese.

    Il libro che vi consiglio tratta la storia del Doutor Socratesil mitico capitano della nazionale brasiliana di calcio ai Mondiali di Spagna 1982, quelli del trionfo azzurro. Socrates ha passato un anno, non troppo felice per la verità, anche nel nostro paese, quando ha vestito la maglia della Fiorentina. Come si intuisce anche dal soprannome, non è stato un semplice calciatore, è stato molto di più. Laureato in medicina – e già questo è un unicum tra i calciatori – ma soprattutto fervente antagonista della dittatura militare brasiliana. A questo proposito il periodo più interessante è quello a cavallo tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta in cui Socrates e i compagni di squadra del Corinthians danno vita alla Democrazia Corinthiana. Si tratta di un nuovo tipo di gestione di squadra in cui ogni giocatore conta e ha il diritto di esprimere le proprie opinioni. Tutte le decisioni sono prese in perfetta democrazia, votando. Socrates e compagni in questo modo volevano lanciare un messaggio all’intera nazione, cercando di svegliare i concittadini dal torpore del ventennio di dittatura.

    Lorenzo Iervolino, autore del libro, ha passato diverse settimane nelle città di Ribeirao Preto e di San Paolo, dove Socrates ha trascorso praticamente tutta la vita, prima di spegnersi dieci anni fa. E nelle pagine del libro è capace di raccontarci così bene il Brasile che ci sembra di essere là con lui a girare tra le strade delle due città, a visitare i musei e gli stadi brasiliani di cui parla. Grazie alla sua abilità nel riportare i dialoghi ci sembra quasi di conoscere almeno un po’ le persone con cui si è intrattenuto e da cui ha avuto il piacere di scoprire tutte le perle su Socrates, poi riportate nel libro.

  2. 2 Serie tv | El Presidente (2020)


    Quello passato alla storia come Fifa Gate è lo scandalo che nel maggio 2015 ha colpito la massima organizzazione calcistica mondiale. A finire nei guai in seguito a una lunga indagine condotta dall’FBI furono ben diciotto alti dirigenti della federazione calcistica, per corruzione e riciclaggio di denaro. In particolare molto coinvolti furono i presidenti delle federazioni calcistiche sudamericane, membri della Conmebol, la confederazione che raggruppa i paesi latinoamericani. El Presidente è una serie tv cilena in otto episodi che racconta le scandalose vicende che hanno coinvolto appunto questi presidenti sudamericani. Potete trovarla su Amazon Prime Video.

    Protagonista della serie è Sergio Jadue, interpretato da Andrés Parra, che da presidente di una piccola società calcistica promossa nella massima serie del campionato cileno sotto la sua guida, si ritrova – per alcuni giochi di potere – a governare la federazione calcistica cilena. Da burattino nelle mani di alcuni loschi personaggi, per sopravvivere è costretto a farsi largo con la forza in un mondo di squali senza scrupoli, dove il denaro è l’unica cosa che conta.

    El Presidente mostrerà al mondo, con tanta ironia, come lo sport più amato di tutti sia in realtà un business multimilionario guidato da criminali mai visti: la mafia del calcio”. Così l’ha descritta il regista Armando Bó. A metà tra il drama e la parodia (per il modo comico in cui è mostrato al mondo il presidente Jadue), la serie si lascia guardare volentieri. Se avete amato le atmosfere alla Narcos, allora apprezzerete anche questa serie. Lo stesso vale se amate le colonne sonore latinoamericane. El Presidente è stata rinnovata per una seconda stagione, le cui riprese stanno andando avanti proprio in questo periodo. Quindi, se non volete rimanere troppo indietro, affrettatevi, sintonizzatevi su Prime Video e via. Buona visione.

  3. 3 Film | Invictus (2009) di Clint Eastwood


    L’ultimo consiglio riguarda un film non proprio sconosciuto. Invictus, uscito nelle sale cinematografiche ormai dodici anni fa, nel 2009, racconta l’incredibile Coppa del Mondo di rugby del 1995. Che tutto è stata nella storia tranne che un semplice evento sportivo. Il film è diretto dall’intramontabile Clint Eastwood e protagonisti della pellicola sono il grande Morgan Freeman, nei panni del presidente Nelson Mandela e Matt Damon, che interpreta François Pienaar, capitano della nazionale sudafricana, i famosi Springboks.

    Senza dilungarci troppo nella trama del film, contestualizziamo un attimo. Mandela, dopo il lunghissimo periodo di prigionia, è da poco diventato Presidente del Sudafrica. La nazione esce da un momento storico drammatico, quello dell’Apartheid e il popolo è tutt’altro che unito. L’obiettivo del presidente è quello di cercare di creare una nazione salda e senza spaccature interne. Ed è qui che entra in gioco lo sport. Il rugby in Sudafrica è sempre stato appannaggio della minoranza bianca della popolazione. Dopo le difficoltà iniziali, la nazionale degli Springboks diventa il simbolo di tutta la nazione, capace di dimostrare che la maggioranza nera e la minoranza bianca possono stare bene assieme e raggiungere grandi traguardi. Beh, non c’è molto altro da dire a proposito. Se siete tra i pochi che ancora non hanno visto il film, recuperatelo, non ve ne pentirete.


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Matteo Piana

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