Intervista | Yungblud: il singolo con Halsey, Travis Barker e la sua Loner

La nostra intervista a Yungblud; il rocker inglese ci racconta il nuovo singolo con Halsey e Travis Barker, il brano Loner e molto altro!


Copertina Yungblud

Yungblud, Dominic Harrison, è un vortice di energia rock; eversivo e scapestrato, il 21enne inglese ha debuttato lo scorso anno con l’album 21st Century Liability, che lo ha portato a calcare il palco del Lollapalooza, a condividere la scena con Dave Grohl (Nirvana, Foo Fighters) e a girare gli Stati Uniti insieme al Vans Warped Tour.

Calze fucsia, Creepers e una buona dose di anima punk, il giovane artista di Doncaster ha preso parte alla colonna sonora della serie tv Tredici, grazie alle tematiche delicate che ha affrontato nei suoi brani. Uno stile che non si conforma pienamente a nessun genere, ma trae dichiaratamente ispirazione dai grandi nomi del brit-pop, da Eminem e dal pop contemporaneo.

Harrison ripartirà in tour alla fine del 2019 (sarà a Milano il prossimo 2 novembre) ma nel frattempo è al lavoro sul suo nuovo album, anticipato dal singolo Loner, nel quale verrà incluso anche il brano 11 Minutes, in collaborazione con la cantautrice statunitense Halsey ed il batterista Travis Barker (Blink-182). Lo abbiamo incontrato in occasione della data milanese del tour per parlare dei nuovi brani, della sua anima politica e di quello che dobbiamo aspettarci nel corso del prossimo anno:

Se dovessi descriverti con una parola, non necessariamente un aggettivo, quale sarebbe e perché? 
Probabilmente energico, perchè è esattamente ciò che sono! Sto sempre a saltellare in giro, non sto mai fermo; la gente solitamente quando si riferisce a me esordisce con un “quel ragazzo ha troppa energia!”

[supsystic-slider id=8 position=”center”]

Vieni dal nord dell’Inghilterra e per molti giovani artisti come te è lì che si trova la terra dei sogni, dove sembra sempre più semplice sfondare nel mondo della musica; come è andata per te? È stato difficile fare accettare il tuo stile? 

Sì, al 100%! È stato uno degli aspetti più grossi da affrontare per me perchè ero diverso; cercavo di fare qualcosa che non rientrava nei canoni, in termini di scrittura, di testi, di musica, perfino di identità, era qualcosa che le persone non volevano conoscere. Penso sia difficile, non è nemmeno colpa loro, perchè la gente ha paura di quello che fatica a capire ed è così che funziona la vita in generale. Credo che sia questo uno dei grandi problemi che la nostra generazione deve affrontare: gli altri non comprendono il mondo verso il quale vogliamo muoverci, verso il quale siamo diretti, e cercano di sopprimerlo mettendoci a tacere. Veramente non è colpa loro, solo che non riescono a capirlo.

Trovo divertente quanto, mentre stavo cercando di trovare la mia strada nel mondo della musica, fosse difficile per me farmi accettare dove stavo, in Inghilterra, ed è stato necessario trasferirmi in America. Negli Stati Uniti mi hanno capito subito, hanno voluto darmi una possibilità ed è stato pazzesco. Faccio ancora fatica a realizzare quanto velocemente si sia creata quella connessione che mi ha permesso di arrivare qui oggi!

Con la tua musica incoraggi sempre i giovani ad agire, a pensare fuori dagli schemi: pensi che la nostra generazione abbia gli strumenti per preparare un futuro migliore?

Credo di sì e sai perchè? Perchè abbiamo una voce, tutti noi! È ciò che ci serve perchè, alla fine della giornata, quel che conta per me è creare una comunità di persone che sentono di poter essere loro stesse indipendentemente da tutto quel che può accadere; se non riesci a sentirti te stesso quando ti guardi allo specchio, non puoi essere te stesso qui, nel mondo vero, se non pensi di poter essere te stesso davanti ai tuoi amici, ai tuoi colleghi di lavoro, ai tuoi compagni di studio, non puoi essere te stesso in qualsiasi altra situazione.

Siamo così intelligenti oggi, abbiamo chiaro in mente il tipo di futuro di cui vorremmo essere parte, ma è uno scenario che è stato trattenuto dalle persone che guardano il mondo accecate da una cataratta fatta di ideologie vecchie. Sono tutti quegli individui che si rinchiudono nelle loro idee e non vogliono vederci muovere verso la realtà che vogliamo vivere!

L’unico modo che abbiamo per farci sentire è urlare, parlarne ad alta voce, promettere che ce la metteremo tutta; dobbiamo usare quella cosa che tutti abbiamo, la nostra voce.

E se dovessi trovare un difetto alla nostra generazione, qualcosa che stiamo sbagliando alla grande?

Non lo so con precisione, ma siamo intelligenti, anche se a volte ci comportiamo come se tutto ci fosse dovuto; pensiamo tanto spesso a cosa accadrà poi senza concentrarci veramente su quello che sta succedendo adesso, ed è figo perchè anche io sono esattamente così, ma al tempo stesso continuo a ripetermi di fermarmi un secondo e pensare. È divertente quando dico di aver bisogno di un secondo per riflettere, perchè le persone attorno a me mi guardano come se fossi pazzo e io penso tra me e me: “cosa? Ho solo bisogno di pensare!”. Me lo ripeto di continuo sai? “Dom, vivi nel presente perchè domani questo momento se ne sarà andato”

È di questo che parla Loner, il tuo singolo, quando dici che per essere leader dobbiamo smettere di fingere e prendere in mano la situazione?
Parla di quanto io mi senta solo perchè non mi è concesso di essere me stesso. Sai, penso di aver voluto scrivere una canzone che riunisse le persone, per poter dire loro: “se ti senti solo ed io mi sento solo, possiamo sentirci così insieme e ciò ci rende meno soli”.

Il testo racconta molte storie, preferire essere un martire piuttosto che uno che coltiva pomodori, dire qualcosa piuttosto che non fare nulla. Se vuoi essere un leader, smettila di essere un bugiardo, sì reale, non mentire perchè non c’è alcuna ragione per farlo.

Il 2018 è stato un anno esplosivo per te: hai pubblicato il tuo album di debutto, 21st Century Liability, e sei pronto a pubblicare nuova musica. Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo prossimo lavoro? Sarà diverso dal precedente?
Sarà diverso! Il primo album parlava di quello che stava accadendo nella mia testa, il prossimo raccoglierà le storie che mi sono state raccontate, che ho ascoltato quando ho incontrato i miei fan prima dei concerti. Cerco sempre una connessione con la mia fanbase, è fondamentale per me!

Voglio abbattere la barriera che separa l’artista dal fan perchè al giorno d’oggi è un po’ come se chi canta, suona si trovasse su una sorta di piedistallo dal quale dire “io dico qualcosa e tu taci e mi ascolti”; al contrario con chi ascolta la mia musica voglio avere una conversazione: non mi interessano le cazzate materialiste, non mi preoccupo di quale orologio indosso o di quale macchina guido, quelle cose le lascio ai rapper, perchè voglio soltanto poter salire su un palco, magari quello di uno stadio, davanti ad una marea di gente che si trova lì per una ragione comune. Insieme, diversi ma uniti dalla musica, è questo il mio sogno.

Non mi interessano i numeri, le vendite degli album, quanto questo, quanto quello, contano solo quelle persone che stanno là fuori con me quando salgo sul palcoscenico!

Dicevo poco fa che scrivo solo di cose che conosco, che ho visto, sentito o provato. Non scriverei mai nulla di falso. A volte capita che qualcuno dica “Yungblud è un artista politico”, ma non è sempre così! Ho scritto di politica perchè era quello che provavo al momento. Se mi innamoro scrivo d’amore, perchè è ciò che sento come reale, ma non sarei mai falso, non mentirei. Ricordo che una volta la mia insegnante di inglese mi disse che avevo ottenuto un pessimo punteggio in un tema perchè avevo parlato del deserto: “perchè parli del deserto? Non ci sei mai stato!” e caspita, aveva ragione! Così ho parlato di un negozio che vendeva fish and chips nel mio paese e ho ottenuto il 95% del punteggio totale, solo perchè era qualcosa di familiare per me. È stato un momento fondamentale perchè credo, a livello inconscio, che sia diventato parte di me come artista: parla sempre di quello che conosci perchè così le persone possono sentirti a livello emotivo, puoi creare una connessione, e anche quando cercheranno di dire che stai dicendo stronzate, quando ti provocheranno, potrai far valere le tue ragioni, perchè viene tutto dalla vita vera!

Se dovessi scegliere un artista, vivo o morto, con cui collaborare, chi sceglieresti?
David Bowie! Essere in uno studio con lui anche solo per un giorno e chiedergli di truccarmi, sarebbe totalmente fuori di testa! È un artista incredibile.

Ci saranno delle collaborazioni sul nuovo album?
C’è un brano con Halsey e Travis Barker dei Blink-182 che non vedo l’ora di farvi ascoltare! Siamo tutti e tre amanti del rock ‘n roll, e il rock oggi è diventato così insignificante, in qualche modo, nella musica popolare, perciò vogliamo provare a riportarla dentro gli orizzonti del mainstream. Lascerò che sia la canzone a spiegarsi da sola, ma in sostanza parla di una storia d’amore tragica tra due persone. Penso che Halsey sia un’artista incredibile, una donna incredibile, perchè parla di questioni importanti e ci assomigliamo molto da questo punto di vista: entrambi ci preoccupiamo delle persone per le quali cantiamo! Non fa questo lavoro solo per i soldi o per la fama, lei è qui perchè vuole veramente fare la differenza! È una vera artista, è pazzesca! Travis Barker è una leggenda, quando è entrato in studio per registrare 11 Minutes ero terrorizzato perchè è un’icona!

Di seguito l’intervista in lingua originale:


0 Comments

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *