Madre: a luglio il thriller di Bong Joon-ho

Da giovedì 1° luglio, nelle sale cinematografiche italiane, sarà possibile vedere Madre: un film di Bong Joon-ho, presentato nel 2009 in anteprima mondiale al Festival di Cannes.


Probabilmente avrete già sentito parlare di Bong Joon-ho per il suo capolavoro Parasite: una commedia nera ambientata in Corea del sud, che nel 2019 ha vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes, diventando il primo film sudcoreano ad aggiudicarsi un simile riconoscimento. Con questo lungometraggio, il regista coreano, si è fatto conoscere in tutto il mondo, ma ci sono molti altri suoi film considerati dei tesori nascosti che oggi abbiamo la possibilità di vedere. È il caso del film Madre, disponibile da giovedì 1° luglio nelle sale cinematografiche italiane e distribuito da Pier Francesco Aiello Films ed Emme Cinematografia, che racconta la potenza dell’amore, a volte distruttiva, che una madre prova per il proprio figlio.

La trama in pillole

Il film Madre ruota attorno a una vicenda che coinvolge Do-joon (Won Bin), un giovane ragazzo di 27 anni e sua madre (Kim Hye-ja). I due vivono insieme in un piccolo appartamento, e la madre, per mantenere sia lei che il figlio, gestisce un piccolo dispensario di piante medicinali e pratica agopuntura senza licenze. Il figlio Do-joon è un giovane poco indipendente e ingenuo, che spesso si caccia nei guai, facendo preoccupare molto sua madre.

Una notte, mentre torna a casa ubriaco, incontra una giovane studentessa che segue per strada, prima che scompaia in un vicolo buio. La mattina dopo, la studentessa viene trovata morta nelle vicinanze e Do-joon viene accusato di omicidio. La storia procede tra poliziotti pigri, che pensano solo a chiudere il caso il prima possibile, e un avvocato costoso e incompetente. La madre si rifiuta di credere che suo figlio sia colpevole, e con tutti i mezzi che ha disposizione, cerca di trovare il vero assassino della ragazza. Fino a che punto sarà disposta a spingersi per salvare suo figlio?

La figura della madre

A differenza delle precedenti opere del regista, per le quali la storia e la realtà sociale della Corea era un elemento essenziale, Madre è un film incentrato sulla natura dell’amore materno. Da spettatori, guardiamo la madre di Do-joon come una figura che riconosciamo: una persona amorevole, apprensiva e a volte invadente. Bong Joon-ho la ritrae sotto un aspetto diverso, che disorienta, ma che – allo stesso tempo – sentiamo di riconoscere. Ed è proprio ciò che il regista mira a suscitare in questo film. Lui stesso dice:

“Avere a che fare con la figura materna è un déjà vu, ma vedo questo film come un nuovo approccio e spero che venga percepito anche dagli spettatori come qualcosa di familiare ma estraneo.”

Nel film, la figura della madre di Bong Joon-ho, trasmette amore e umanità, ma portato all’estremo, dimostrando il “potere esplosivo” che è in grado di generare quando l’unica sua ragione di vita è in pericolo.

Impressioni sul film

Madre è un film che dura poco più di due ore, ricco di avvenimenti, che da un momento all’altro ribaltano tutto ciò che si pensava di sapere o di non sapere su questo misterioso omicidio. La trama scorre in modo quasi naturale, guidata da attori formidabili come Kim Hye-ja, vera icona dell’industria cinematografica coreana e molti altri di stampo teatrale, ai quali il proprio ruolo è stato saggiamente cucito addosso. Durante tutto il film si nota l’intento del regista di raccontare gli avvenimenti dal punto di vista della madre, piuttosto che concentrarsi sulle indagini dell’omicidio. In questo modo, il pubblico si cala nella parte materna, segue il flusso dei suoi sentimenti, comprende il motivo delle sue scelte e la accompagna nella lotta per la verità.

Noi di Radio Bicocca vi consigliamo di prendere posto nelle sale per scoprire questo bel capolavoro. Nel frattempo, non possiamo fare altro che augurarvi una buona visione!


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Sara Lualdi

22 anni, laureata in Comunicazione Interculturale all'università Milano - Bicocca. Adoro scrivere, fare fotografie e mi piace rimanere aggiornata sulle novità nel mondo della cultura. Se potessi vivere in un film, sceglierei "Il favoloso mondo di Amélie".

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