Intervista | Legno: musica dentro la scatola

Abbiamo intervistato i Legno in occasione della data zero del loro tour


Legno

Abbiamo rinchiuso i ricordi, i sentimenti, le emozioni in una scatola ed ora siamo pronti ad aprirla

Il loro supereroe mascherato ha debuttato lo scorso giugno ed ora Legno, il duo indie-pop milanese, presentano il loro primo lavoro Titolo Album. Ecco cosa ci hanno raccontato in occasione della data zero del nuovo tour:

Il vostro brano Febbraio è una canzone con un video pubblicato lo scorso 6 febbraio, rimanda molto a La musica non c’è di Coez. Al di là degli interpreti sembra in tantissimi aspetti richiamarlo, dalla ragazza, alle assonanze musicali, è voluto o è solo una mia personale associazione? Se sì, perché, e se no cosa si vuole raccontare con questo video?

Il se sì, è un sì, è voluto, soprattutto perché abbiamo fatto un video molto velocemente, e dunque cosa attira oggi maggiormente in un video? Una ragazza, una città e il gioco è fatto. La ragazza ci seguiva su Instagram, le abbiamo chiesto se avrebbe voluto fare un video, con e per noi, ed ha accettato. Siamo andati a Bologna, e lo abbiamo realizzato.
L’unica differenza però, a nostro parere, con il video di Coez, è come la storia è stata presentata dal regista: questo ragazzo nella scatola di legno vive quei momenti con la ragazza, ma alla fine, togliendosi il visore, rimane da solo. Una realtà aumentata di se stesso. Ma a prescindere, anche se fosse una palese citazione, sarebbe una citazione ad un grande artista quale è Coez.

Una vostra canzone ha come titolo Le canzoni di Venditti. Venditti in questo caso sembra racchiudere un po’ tutto il cantautorato in un titolo. Dove vi collocate voi tra il passato musicale italiano e il presente, e probabilmente futuro, indie?

Per noi il cantautorato italiano è la base con cui ci siamo formati, in primis De Gregori. Abbiamo scelto Venditti poiché, insieme a molti altri, raccontava con semplicità determinate scene, soprattutto di vita quotidiana. E tutto questo sta ritornando.
Negli anni ’90 questa semplicità nel raccontare si era un po’ persa; ad esempio Sotto il segno dei Pesci di Venditti, è un pezzo estremamente “calcuttiano”, pieno di immagini. È un po’ come vedere quello che si ascolta. Un altro nome che raccontava esattamente quelle realtà, piccole e comuni, era Max Pezzali con gli 883. Un linguaggio, semplice e realistico.

Al di fuori del cantautorato, c’è un qualche genere o nome, italiano o non, al quale vi sentite legati e influenzati?

Un nome ed un cognome … Elvis Presley.

Ho letto che siete degli amanti della Marvel e dei supereroi. Qual è il vostro preferito e a quale pensavate quando avete iniziato a far nascere l’idea di Legno e della sua scatola?

La maschera è nata per caso. È nata fondamentalmente per il tema dei ricordi, chiuderli all’interno e tirarli fuori; non c’è un supereroe in particolare. L’idea del supereroe è che se qualsiasi persona indossa la maschera si trasforma in Legno. I supereroi li amiamo un po’ tutti, in particolare, a livello di cinema, regia e storia, Batman della trilogia di Christopher Nolan de Il Cavaliere Oscuro.

Legno maschera
I Legno hanno fatto indossare le loro maschere ai nostri redattori

Avete introdotto le vostre idee nella scena musicale con una trilogia, Sei la mia droga (parte 1), Tu chiamala Estate (parte 2) e Mi devasto di Thè (parte 3). Viene sottolineato nelle descrizioni come questa trilogia musicale sia accompagnata da dei videoclip. È molto importante l’immagine che si vuole dare a Legno e dunque l’importanza dei videoclip, o è secondaria ed accompagna solo la musica. Che storia ci viene raccontata?

Avevamo delle canzoni pronte e quindi abbiamo pensato a dei video che potessero accompagnarle, raccontando la storia di questo personaggio, Legno. Nella prima canzone il ragazzo incontra la ragazza e si innamorano; nel secondo videoclip, Tu chiamala Estate, i due ragazzi vanno al mare insieme e nella terza la coppia “scoppia”. Angelo Capozzi è il giovanissimo ragazzo dietro la macchina da presa che ha realizzato, in qualità di regista, i videoclip delle vicende amorose di Legno.

In Mi devasto di Thè dite “odio chi fuma la mattina dopo il caffè”, perché?

Io fumo sempre le sigarette dopo il caffè, perché sono fondamentali. Ma nel contesto di Mi devasto di Thè è un odiare tutto quello che c’è di piacevole perché non c’è “lei”. Caffè e sigaretta sono una combinazione perfetta, odiarla significa che si sta passando un momento davvero difficile.

Invece dopo la trilogia si può parlare del vostro primo debut album con Matilde Dischi, ovvero Titolo Album uscito lo scorso 29 marzo. Cosa ci raccontate a riguardo? È presente la Toscana, da cui provenite, o l’impronta di Milano si fa pesantemente sentire?

La Toscana è il luogo dove siamo nati e siamo cresciuti, con una sua storia ben precisa di paesaggi e campagne. Per questo tipo di musica, alla quale ci sentiamo di appartenere, le città di riferimento sono Roma e Milano. Essendo anche la nostra etichetta Matilde Dischi di Milano abbiamo deciso di incominciare da questa città il tour dei live. Un altro dato che ci riporta a questa città sono i maggiori ascolti che abbiamo su Spotify, i quali provengono tutti dal capoluogo lombardo. Poi tra tutto, a Milano le cose arrivano prima e le mode si vedono ed utilizzano prima che in altre città.

Il 10 aprile avete debuttato con il tour a Milano, al circolo Ohibò. Cosa vi aspettate dalle prossime date? Timorosi o gasati? Come è per voi suonare in pubblico e live, a contatto con la gente?

Noi abbiamo fatto una data ad Avellino, un pre tour, un’ospitata ad un festival. Sentire un centinaio di persone che conoscevano le canzoni e le cantavano insieme a noi è stato qualcosa di speciale ed unico, un’emozione indescrivibile. Aspettative non ne abbiamo, però se c’è un pubblico, piccolo o meno piccolo che sia, che canta con te i tuoi pezzi è una sensazione fantastica. Pensare di essere qui a Milano e che qualche ragazzo, dalla città o da fuori, abbia preso la macchina e sia venuto qui a sentirci ci fa già sentire molto soddisfatti.

Al di fuori del tour, che avete in testa per il futuro?

Noi a settembre ci scioglieremo, lui, Legno Triste, inizierà a drogarsi ed io mi unirò ad un altro con cui ricreeremo una band, che si scioglierà perché non funzionerà come quella iniziale.

No, scherziamo. Ci aspetta un bellissimo tour estivo e stiamo iniziando già a lavorare per il nuovo album, pieni anche delle esperienze che stiamo facendo viaggiando con il tour. Poi non abbiamo inserito tutte le canzoni che abbiamo scritto, quindi magari ce ne possono essere alcune già pronte e siamo molto improntati per un prossimo futuro.

Con chi avreste il piacere di fare un featuring?

Toto Cutugno sarebbe un sogno. E oltre al grandissimo Toto, Max Pezzali sarebbe un altro nostro grande desiderio per quanto riguarda una collaborazione, sperata e sognata.


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