Cine Music – AM e Eternal Sunshine of the Spotless Mind


Benvenuti su Cine Music! Come ad ogni buon pasto si abbina il corretto vino, noi abbineremo ad ogni buon film un corretto disco, così da ampliare la vostra esperienza audiovisiva. I protagonisti di questo articolo sono due pilastri della musica e del mondo cinematografico, talvolta non sempre conosciuti come meriterebbero. Bando alle ciance: l’album di cui parleremo oggi è AM (2013) della band inglese Arctic Monkeys, unito in matrimonio, solo per voi, alla pellicola intitolata Etenal Sunshine of the Spotless Mind (in italiano, l’intrigantissimo Se mi lasci ti cancello – 2004 – ps: se siamo tutti d’accordo possiamo fare una petizione per eliminare per sempre questa traduzione. Vero? Sì, grazie.)

Cosa succede quando un amore finisce? Quando non c’è più la chimica di una volta? Come ci si sente quando una relazione arriva al capolinea? C’è chi lotta, chi resiste, chi decide di dimenticare tutto, sia i ricordi felici che quelli tristi. Gli Arctic Monkeys, beh, loro ci hanno fatto un intero album, AM appunto. O meglio, così si dice… all’epoca il frontman degli Arctic Monkeys era fidanzatissimo e innamoratissimo della bellissima modella e conduttrice Alexa Chung. Al termine della loro relazione nel 2011, Turner ha sfornato alcuni dei testi più belli della discografia della band, prendendo ispirazione proprio dalla sua vita amorosa non solo con Alexa ma anche con altre sue ex.

Il disco degli Arctic Monkeys

Tralasciando il mondo del gossip, torniamo alla musica. AM è un disco dai toni ovviamente rock ma anche blues, con testi vividi e suoni densi. Premendo su play, se avessimo ancora l’abitudine di accendere uno stereo per far partire il cd di AM, il primo brano che sentiremmo sarebbe la celeberrima Do I wanna Know?. Boom: decisa, dipinge in pochi versi l’immagine precisa di quando qualcuno ama un’altra persona, senza sapere se è ricambiata o meno. Il riassunto della canzone è: voglio davvero sapere se mi ami anche tu o possiamo restare in questo limbo di sguardi e parole? Una perfetta composizione che prende già dal primo ascolto. E, di seguito, troviamo R U Mine?. Che dire, il mood cambia ma l’incertezza resta. Una chitarra più potente si insinua in questo brano, accompagnata da un ritmo decisamente più rock.

Un altro pezzo che spicca in questo album è decisamente Arabella, che richiama la fluidità di Do I wanna Know unendola a un ritmo più acceso. Ma, un’altra chicca arriva con Why You Only Call Me When You’re High?, un brano accattivante, che ti teletrasporta in un nanosecondo per le vie di una Londra appena bagnata dalla pioggia, alle tre di notte, mentre con una birra in mano cammini verso la via di casa dopo un due di picche. Ha un ritmo incalzante e misterioso, rock e R&B: la band qui sperimenta e crea una canzone decisamente “sexy” (si può dire che una canzone è sexy? Beh questa lo è).

Tutt’altra storia è I Wanna Be Yours che chiude AM. Un’autentica cristallina dichiarazione d’amore, tramite il riarrangiamento di un testo poetico che il cantante John Cooper Clarke incise nel 1982. Il testo a tratti è “buffo”, ad altri profondissimo. Unito alla melodia e alla voce di Alex Turner sembrerebbe una presa in giro, ma in questa chiave si trasforma in una potentissima dichiarazione.

Let me be your ‘leccy meter
And I’ll never run out
Let me be the portable heater
That you’ll get cold without
I wanna be your setting lotion
Hold your hair in deep devotion
At least as deep as the Pacific Ocean
I wanna be yours
.

Testo di I wanna be yours, AM, 2013

 Queste sono solo alcune delle canzoni contenute in AM. I brani totali del disco sono ben 12 e alle precedentemente citate si aggiungono altri capolavori: One for the Road, I Want It All, No.1 Party Anthem, Mad Sounds, Fireside e Snap Out of It.

Il film Eternal Sunshine of the Spotless Mind

Cos’hanno in comune questi brani con il film Eternal Sunshin of the Spotless Mind? Tutto. O forse niente. Semplicemente in realtà si potrebbe immaginare tranquillamente l’album usato come sottofondo in questo film. Il titolo di questa pellicola deriva da un’altra poesia, quella di Alexander Pope:

«How happy is the blameless vestal’s lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray’r accepted, and each wish resign’d.» 

Alexander Pope, 1717

I protagonisti Joel Barish e Clementine Kruczynski sono due giovani newyorkesi che si incontrano per caso a Montauk sulla spiaggia, in pieno inverno. Nello specifico: il giorno di San Valentino, il 14 febbraio.

«Pensieri sparsi, per il giorno di San Valentino 2004. Oggi è una festa inventata dai fabbricanti di cartoline d’auguri per fare sentire di merda le persone. Non sono andato al lavoro oggi, ho preso il treno per Montauk, non so perché, non sono un tipo impulsivo. Forse mi sono svegliato solo un po’ depresso. Devo far riparare la macchina. Che schifo di freddo su questa spiaggia. Montauk a Febbraio, geniale Joel, geniale! Pagine strappate. Non mi ricordo d’averlo fatto. Sembra la prima cosa che ci scrivo sopra da due anni. La sabbia è sopravvalutata, sono solo sassi minuscoli. Se riuscissi a incontrare qualcun’altra.»

Con queste parole veniamo introdotti a Joel, interpretato in modo eccelso da Jim Carrey, che in quest’occasione fa tutt’altro che interpretare un personaggio comico. Clementine prende vita grazie a una magnifica interpretazione di Kate Winslet. Da notare per tutto il corso del film è il suo colore di capelli (blu, arancio, verde…) che funge da fil rouge per comprendere al meglio la connessione temporale degli eventi. In un gioco di incastri, dimenticanze, treni presi o persi, fisicamente e metaforicamente parlando, la parola chiave di questo film come per l’album degli Arctic Monkeys è densità, unita stavolta a una dimensione onirica, oseremmo dire di subconscio e introspezione. Si tratta di un film denso infatti, di significati, che a un primo sguardo non si potrebbero cogliere o sorpassare. Il regista riesce a rendere quasi un thriller psicologico quella che agli occhi dello spettatore meno attento sembra “solo” una semplice storia d’amore.

In un intreccio temporale degno di Nolan, il regista Michel Gondry racconta la vita di Joel e Clementine, ambientata negli anni Duemila. Due ragazzi normali con due vite alquanto basic. Una storia che parla di tutti noi e di come ci si sente a sentirsi fuori posto, di come inizia e come può continuare o finire un amore o una qualsiasi relazione. Joel e Clementine si conoscono così “per caso” e iniziano il loro percorso insieme, percorso che però viene interrotto bruscamente quando i due iniziano a collidere, o meglio più si conoscono e più profondamente entrano in sintonia. Avvicinandosi capiscono che sono troppo distanti.

Dalle scene idilliache dell’inizio, luminose e ridenti, si passa a episodi più cupi e litigiosi. Tutto il film è molto incentrato sui pensieri e sulle riflessioni del protagonista, in un racconto molto intimo e introspettivo del punto di vista principalmente di Joel. Ma perché Joel e Clementine si lasciano? Cosa c’è che non va? E perché sono state strappate delle pagine del diario di Joel? Per scoprirlo dovreste vedere Eternal Sunshine of the Spotless Mind, che ha pure vinto un Oscar per la miglior sceneggiatura originale. E Kate Winslet è stata candidata come miglior attrice protagonista!

Punti d’incontro

Preferiamo non farvi spoiler, però possiamo dirvi che il film non è banale come si potrebbe evincere dal titolo usato in Italia, “Se mi lasci ti cancello”, appunto… Si tratta di una pellicola romantica ma connotata da una trama avvincente, che vi stupirà. Queste due opere certamente hanno in comune i toni malinconici e l’introspezione che caratterizza i testi di Alex Turner da una parte e il processo di auto e reciproca conoscenza che attuano i due protagonisti del film dall’altra. Ma soprattutto: in entrambi i casi vediamo persone alle prese con le relazioni d’amore e la loro reale o sospettata fine, coi dubbi che si insinuano nella testa e l’insicurezza che ne deriva.


Sara Garnieri

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