MF Doom, 5 dischi per conoscere il rapper mascherato


MF Doom

MF Doom è stato, per chi non lo conoscesse, un rapper e produttore di altissimo livello, uno di quegli artisti che nonostante una carriera pluridecennale non è mai sceso a compromessi e ha sempre seguito il proprio gusto musicale. Con la sua caratteristica maschera in metallo, ha sempre tenuto ben separata carriera e vita privata, tanto che la sua scomparsa, avvenuta il 31 ottobre, è rimasta segreta fino al 1° gennaio.

Ma perché così tanta attenzione per questo rapper mascherato?

Testi elaborati, rime ricercate, metriche impossibili e produzioni dall’aria lo-fi sono gli elementi chiave per parlare di MF Doom. Per onorarne la memoria vi proponiamo 5 dischi per conoscerlo e riscoprirlo, un modo come un altro per avvicinare giovani ascoltatori ad uno dei più grandi emcee della storia.

1 – Madvillainy

Siamo nel 2014 e in prima posizione non possiamo che mettere Madvillainy, il disco di MF Doom in collaborazione con il producer Madlib. La strana coppia si è rivelata fin da subito azzeccatissima, tanto da catapultare questo disco direttamente nell’Olimpo dei migliori dischi rap della storia. La chiave del successo di questo incredibile progetto di coppia è sicuramente la passione comune per il jazz. I campionamenti di Madlib strizzano l’occhio alle sonorità tipiche del genere, creando brani complessi e sperimentali che ben si sposano con le intrecciate liriche di MF.

The rest is empty with no brain but the clever nerd / The best MC with no chain ya ever heard.

Giè questa barra di Figaro dovrebbe aiutare l’ascoltatore a capire che siamo anni luce dagli skrt skrt e gang gang che tanto vanno di moda ora. Non siamo nemmeno lontanamente vicini all’hip hop di 50 Cent, tanto in voga in quel periodo. No, siamo innanzi al caposaldo del rap underground, senza fronzoli e senza spazio per parole inutili. Ogni rima è studiata nel minimo dettaglio e, per darvi un’idea della complessità dei testi, vi lascio con questo interessante video:

2 – MM…Food

Fare un concept album è sicuramente complicato e lo è ancora di più se la tematica scelta è il cibo. In MM…Food il rapper realizza uno dei suoi dischi più ironici, canalizzando il suo talento per creare rime originali su biscotti, cibo spazzatura e birre. Lo stesso titolo, se ci fate caso, è un anagramma di MF Doom.

MM…Food – così viene commentato il disco sulla rivista Entertaiment Weekly – ci presenta innumerevoli metafore sul cibo, accompagnate da crudi beat jazz, senza mai trasformarsi in un inutile parodia

In questo disco, ad eccezione di un paio di tracce, le produzioni sono tutte dello stesso Doom e, tra quelle non sue, ricordiamo la riuscitissima One Beer del sopracitato Madlib.

3 – Special Herbs (Serie)

MF non è solo un ottimo liricista ma anche un formidabile produttore. La magia dei suoi sample viene proposta in una serie di dischi, gli Special Herbs, piccole perle dedicate a tutti coloro che vogliono immergersi nell’immaginifico mondo del rapper americano.

Il sample è l’unità chiave di questi lavori, il risultato di numerosi anni di ricerca musicale per trovare tutti i migliori campionamenti sul mercato. La collezione di questi 9 album è pensata tanto per gli addetti ai lavori quanto a tutti gli appassionati di lo-fi che in queste raccolte possono sicuramente trovare molti spunti interessanti.

4 – Czarface meets Metal Face

La passione di MF Doom per i fumetti è nota da sempre. Il suo stesso alias è ispirato ai fumetti Marvel e le copertine dei suoi album hanno spesso un tocco quasi supereroistico, come per gli album Operation Doomsday e MM…Food.

Questo suo lato nerd, da sempre presente nella sua musica, non poteva che andare ad incrociarsi con gli Czarface, un progetto a sua volta ispirato ai supereori che vede, tra gli altri, la collaborazione di Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan. Il risultato è un divertente album che ci catapulta in un mondo alternativo, una sorta di Avengers musicale ante literam.

5 – Operation Doomsday

Ultimo in classifica, ma non certo per importanza, parliamo di Operation Doomsday. Primo disco da solista, ha sonorità sicuramente più acerbe rispetto ai successivi lavori e più legate al classico immaginario old school di quegli anni. Gli stessi sample sono forse meno ricercati e più tradizionali, accingendo al panorama funk e soul che tanto fu caro ai rapper di tutta quella generazione.

Nonostante questo, il disco risulta più che scorrevole e, soprattutto, è un ottimo biglietto da visita per colui che diventerà uno dei principali MC della scena alternativa e underground.

Di seguito, alcuni link utili:


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